Il modello che normalmente si applica alla crescita è lineare. Per ottenere il doppio si fa il doppio, si aggiungono ore, clienti, progetti. Questo modello funziona per un po', poi incontra un limite. Le giornate sono sempre e solo di 24 ore, la concentrazione non è infinita, le relazioni si logorano se non te ne prendi cura. Chi insiste su questa strada arriva stanco a risultati che non giustificano la mole di fatica, perché sta spingendo in una direzione che porta poco lontano.
Un obiettivo 10 volte più grande rompe questa linearità. È talmente sproporzionato che nessuna dose di impegno in più può fartelo raggiungere, e questo lo trasforma in un filtro spietato. Con un traguardo modesto ogni attività sembra utile e nessuna si può eliminare con certezza. Con un traguardo enorme quasi niente di quello che fai oggi regge, e restano in piedi pochissime strade. In questo modo la paralisi da troppe opzioni sparisce da sola.
Secondo gli autori, l'unico modo per migliorare il presente è rendere il futuro più grande. Nel libro l'idea diventa una domanda operativa da porsi davanti a un traguardo fuori portata. Quali condizioni dovrebbero essere vere perché nei prossimi 12 mesi possa arrivare a quel numero? Il ragionamento si sposta dalle intenzioni alle condizioni, che sono molto più facili da costruire.
Prova a scrivere due obiettivi che vuoi raggiungere nei prossimi tre anni, uno raddoppiato e uno moltiplicato per 10. Osserva quale ti mette più a disagio. Quasi sempre è il raddoppio, perché ti chiede di stringere i denti facendo le stesse cose di adesso. Il secondo, invece, apre uno spazio per pensare.