Se dovessi fare una sola domanda per capire quanto è pericoloso un mercato, non sarebbe se i prezzi siano troppo alti. Sarebbe: quanto debito c'è dentro questo sistema, e dove si trova? Negli anni Venti quel debito si chiamava acquisto a margine.
Il principio era semplice. Per comprare un'azione da cento dollari bastava versarne dieci e prendere il resto in prestito dal proprio intermediario. Finché il prezzo saliva il gioco funzionava alla perfezione, perché si ripagava il debito con gli interessi e il profitto restava in tasca. Nel 1928 il mercato salì del 48%, e per chi aveva comprato con soldi presi in prestito era denaro regalato.
Lo stesso meccanismo, però, funziona anche al contrario. Prendi quei 100 dollari di azioni comprati mettendone 10 tuoi. Se il prezzo scende del 10%, quelle azioni ne valgono 90, cioè esattamente quanto avevi preso in prestito. I tuoi 10 dollari sono spariti. Se scende del 20%, non solo hai perso tutto, ma devi anche 10 dollari all'intermediario. A questo punto arrivava la telefonata con la richiesta di versare altri soldi, e chi non li aveva per pagare il debito doveva liquidare tutto quello che possedeva, casa compresa se necessario. E ogni vendita forzata spingeva i prezzi ancora più in basso, facendo scattare nuove richieste di denaro e nuove vendite forzate.
Questo spiega perché un crollo di Borsa si è trasformato in un disastro per persone che in Borsa non ci avevano mai messo piede. Chi era rimasto senza casa e con un debito da onorare smetteva di comprare qualunque cosa, e quando milioni di persone smettono di comprare le imprese chiudono. Tra il 1930 e il 1933 fallirono circa 9.000 banche.
La stessa struttura si è ripresentata identica nel 2008, dove al posto dei prestiti a margine c'erano i mutui subprime. Si trattava di prestiti concessi a chi non aveva le garanzie per ottenerli. I prezzi delle case potevano anche essere corretti nel lungo periodo, ma il modo in cui le persone erano arrivate a pagarli le rendeva incapaci di resistere a un ribasso temporaneo. Ecco perché la domanda utile oggi non è se esiste una bolla finanziaria, ma dove si è annidato il debito.