Stanchezza al risveglio, calo di concentrazione nel pomeriggio, gonfiore dopo i pasti, difficoltà ad addormentarsi la sera. Sono condizioni talmente diffuse da sembrare normali. A questo proposito Greenfield racconta la storia di Kevin, un ingegnere di trentadue anni che per cinque anni ha provato di tutto per stare meglio, spaziando dalle diete senza glutine a quelle senza lattosio o senza carboidrati, agli integratori e a protocolli di allenamento diversi. Il risultato, però, era sempre lo stesso. Al lavoro si sentiva annebbiato, il gonfiore non passava mai e il triathlon che sognava da anni era ormai un progetto chiuso nel cassetto.
Il corpo umano è una macchina sofisticata, progettata per produrre energia in forma stabile, digerire in modo efficiente, recuperare durante il sonno e mantenere la mente lucida per ore. Queste capacità, però, funzionano solo se il corpo riceve quello di cui ha bisogno. Abitudini quotidiane come bere caffè a ripetizione, dormire poco, convivere con lo stress cronico o mangiare in modo disordinato hanno spostato il nostro standard verso il basso. E a forza di sentirci stanchi, abbiamo smesso di chiederci se potesse essere diverso.
A questo si aggiunge un altro problema. Viviamo sommersi da informazioni contraddittorie. Una settimana i carboidrati sono indispensabili, la settimana dopo sono il nemico. Un esperto consiglia un allenamento serrato, un altro dice che il riposo tra una sessione e un’altra è fondamentale. Senza una visione d'insieme, si prova un po' di tutto e si resta esattamente al punto di partenza. Quello che manca è una mappa che colleghi i pezzi in modo sensato e applicabile.