Il fawning, che in italiano potremmo tradurre con "fare le feste", è uno di quei comportamenti che, visti da fuori, sembrano positivi. Sei disponibile, accomodante, attento agli altri. Eviti i conflitti, sai leggere le persone, ti adatti in fretta. In molti contesti questo viene premiato e, proprio per questo, raramente viene messo in discussione. Il punto però è che alla base del fawning non c'è una scelta consapevole ma una risposta automatica del sistema nervoso che cerca di ridurre una minaccia percepita. Il fawning infatti serve per restare al sicuro quando tutte le altre opzioni non sembrano praticabili.
Un esempio comune è quello delle relazioni quotidiane. Accetti un invito che non ti va, resti in silenzio durante una riunione pur non essendo d'accordo, modifichi il tono di voce per non disturbare. In un primo momento questa strategia funziona: l'atmosfera resta calma e nessuno si irrita. Ma il costo lo paghi dopo, sotto forma di stanchezza o di una sensazione difficile da definire. Col tempo, infatti, ignorare sistematicamente questi segnali interni ti allontana da quello che senti e vuoi, e questo ha conseguenze importanti sul tuo benessere.
Finché lo interpretiamo come un tratto caratteriale – "sono fatto così", "eh sono una persona a cui non piace dire di no" non riusciremo mai a uscirne. Per interrompere questa dinamica disfunzionale è necessario riconoscere questo comportamento come una risposta appresa che mettiamo in pratica in situazioni che percepiamo pericolose. Solo guardandolo da questa prospettiva possiamo iniziare a lavorarci davvero.
Un primo passo pratico per rompere questo schema è notare quando il sì a una richiesta arriva ancora prima di aver elaborato cosa provi. Succede spesso in modo rapido, quasi di riflesso. Quando lo noti fermati qualche secondo e ascolta il tuo corpo prima di rispondere. In questo modo interrompi l'automatismo e, gradualmente, inizierai a distinguere tra quello che scegli e quello che fai per sentirti al sicuro.