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Impara le idee chiave del libro di Robin DiAngelo

Fragilità bianca

Superare il razzismo capendo l'origine delle discriminazioni

La fragilità bianca impedisce un dialogo costruttivo sul razzismo ma molto spesso chi ne è coinvolto non se ne rende conto. Il termine fragilità bianca è stato coniato nel 2011 da Robin DiAngelo per descrivere la reazione istintiva di difesa che una persona bianca ha quando riceve un commento su un suo involontario comportamento razzista. La fragilità bianca, però, è molto di più di questo: è un potente mezzo per controllare gli altri, difendere i propri privilegi e perpetuare il razzismo, anche senza volerlo. Come spiega bene Robin DiAngelo nel libro Fragilità bianca. Perché è così difficile per i bianchi parlare di razzismo, affrontare queste tematiche non è semplice e implica una messa in discussione di molti dei principi fondanti del sistema sociale in cui una persona bianca nasce e cresce. Per sradicare il razzismo dalla nostra società, non basta più dichiararsi contrari: è necessario che tutti i bianchi si prendano in prima persona la responsabilità di cambiare lo status quo.

Fragilità bianca
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IDEA CHIAVE 1/10

La fragilità bianca non è una debolezza ma un potente mezzo per mantenere i privilegi acquisiti

In quello che generalmente viene definito l’Occidente (Stati Uniti d’America, Canada, Europa) e in molte di quelle società che si sono formate a seguito di una colonizzazione bianca (per esempio Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa) è presente uno schema comune che divide la società da un punto di vista razziale, ponendo i bianchi su un piedistallo e definendo inferiori tutti gli altri. Da un punto di vista biologico le razze non esistono ma il costrutto sociale di razza definisce le nostre vite in modo sostanziale. Dal colore della pelle dipende, per esempio, l’aspettativa di vita, la possibilità di accedere ai servizi sanitari, le scuole che si possono frequentare, la città o il quartiere di residenza, il lavoro e la retribuzione.

La principale conseguenza di questa egemonia bianca è che le persone bianche non hanno mai dovuto crearsi una sorta di resistenza razziale perché nascere bianco comporta automaticamente la possibilità di godere – anche inconsciamente – di determinati privilegi che ormai si danno per scontati. Il rovescio della medaglia di questa condizione, però, si manifesta nell’estrema fragilità che i bianchi sperimentano quando si tratta di confrontarsi sulle questioni razziali. Quando una persona bianca si trova costretta in una conversazione su questi argomenti entra automaticamente in una modalità difensiva, reagendo ai feedback con risentimento, rabbia, senso di colpa, chiusura, fino a decidere di abbandonare il dialogo. Questa fragilità bianca, però, non deve essere interpretata come una debolezza, anzi. Reazioni come quelle elencate prima servono solo a ripristinare uno status quo in cui i bianchi occupano la posizione più alta della gerarchia sociale. La fragilità bianca, quindi, non è altro che un potente mezzo per controllare gli altri, difendere i propri privilegi e perpetuare il razzismo, anche senza volerlo.

Pensiamo, per esempio, ai bianchi progressisti, ovvero a quelle persone che si definiscono tolleranti, di ampie vedute, assolutamente estranee a ogni forma di razzismo e orgogliose di avere tra i propri amici anche persone di colore. Proprio per queste loro incrollabili certezze, i bianchi progressisti sono i principali ostaggi della fragilità bianca e, a dispetto delle proprie intenzioni, sono anche i maggiori responsabili della sopravvivenza del razzismo perché, fermamente convinti delle proprie false certezze, non fanno nulla per comprendere quale sia la verità e cambiare lo status quo. Per un bianco, accettare il razzismo come componente intrinseca della propria personalità perché dato dal sistema in cui è nato – un sistema che perpetua il razzismo di generazione in generazione – è il primo passo per combatterlo davvero.

  

Le idee chiave di "Fragilità bianca"

01.
La fragilità bianca non è una debolezza ma un potente mezzo per mantenere i privilegi acquisiti
02.
La cultura dell’individualismo, l’oggettività e la convinzione che solo le persone cattive siano razziste sono tra i pilastri che fondano l’identità bianca e che sostengono la fragilità bianca
03.
Il razzismo è una costruzione sociale che negli Stati Uniti d’America ha avuto origine come giustificazione della schiavitù, e per preservare gli interessi economici di un gruppo
04.
Per capire il razzismo e la fragilità bianca è necessario distinguere tra pregiudizio e discriminazione
05.
Il razzismo ha la capacità di adattarsi nel tempo ed esplicitarsi in azioni che non sembrano affatto razziste ma che in realtà lo sono profondamente
06.
La fragilità bianca è un fenomeno complesso il cui scopo è mantenere la supremazia dei bianchi
07.
Il primo passo per sconfiggere la fragilità bianca è, per i bianchi, iniziare a considerarsi in termini razziali
08.
Vincere la fragilità bianca è possibile ma non è indolore e per farlo è essenziale che i singoli smettano di sentirsi in colpa e si assumano la responsabilità di cambiare le cose
09.
Citazioni
10.
Da Ricordare
 
 
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