Impara le idee chiave del libro di Malcolm Gladwell

Fuoriclasse

Come sviluppare appieno il nostro potenziale

Si parla tanto di persone che hanno raggiunto il successo grazie al duro lavoro, alla determinazione e al talento individuale. Si parla poco invece dei fattori esterni che hanno contribuito a portare queste persone ad eccellere nel loro campo. In Fuoriclasse, Malcolm Gladwell analizza i dettagli delle biografie di molte persone straordinarie e rivela qualcosa in grado di spiazzarci: per avere successo, il talento e la determinazione non bastano, ci sono altri fattori che intervengono, spesso sottovalutati, ma che giocano un ruolo fondamentale. Questi elementi casuali e arbitrari vengono messi in luce dall’autore, in modo tale che tutti possiamo conoscerli e possiamo iniziare a pensare ad un mondo che offra le stesse opportunità per tutti.

Fuoriclasse
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Tanti suggerimenti utili per:

  • Imparare a guardare oltre il talento e la determinazione per capire come le persone raggiungono l’eccellenza.
  • Considerare il successo come un insieme di fattori, molti dei quali sono spesso bizzarri e inaspettati.
  • Desiderare un mondo più equo in cui ognuno di noi abbia la possibilità di sviluppare il suo pieno potenziale.

L’autore del libro:

Malcolm Gladwell è un sociologo e giornalista scientifico canadese. Ha lavorato per il Washington Post, di cui è stato capo dell’ufficio newyorkese. Dal 1996 collabora con il New Yorker; dai suoi articoli sono nati i suoi bestseller, tra cui Il punto critico. I grandi effetti dei piccoli cambiamenti e In un batter di ciglia. Il potere segreto del pensiero intuitivo. Ha ricevuto una laurea in lettere ad honorem dall’Università di Waterloo. Vive a New York.

IDEA CHIAVE 1/11

“Outliers” sono cose o persone che presentano un’anomalia rispetto all’ordinario; scoprire da dove derivano queste anomalie può aiutare a comprendere come si creano casi di successo

Roseto è un paesino in provincia di Foggia, a centosessanta chilometri da Roma. Verso la fine dell’Ottocento, un gruppo di suoi abitanti emigrò nel Stati Uniti, in Pennsylvania, in cerca di fortuna. Si trovò così bene, che gradualmente iniziò una migrazione corposa di compaesani verso il nuovo mondo. Nel 1894 erano ben 1200 i rosetani che avevano fatto richiesta di passaporto americano. Lavoravano tutti in una cava di ardesia e pian piano costruirono una cittadina che chiamarono anch’essa Roseto.

Gli abitanti della piccola cittadina godevano tutti di ottima salute. Il tasso di mortalità era inferiore del 30-35% rispetto agli americani. Non c’erano casi di suicidio, né di tossicodipendenza o alcolismo, i reati erano pochissimi. Le persone a Roseto morivano di vecchiaia!

Roseto fu oggetto di studio di medici e ricercatori e fu definito un outlier, ovvero un luogo anomalo, dove non valgono le regole consuete. Outlier è un termine inglese, che in statistica indica un dato molto diverso dal campione che si prende in esame, qualcosa che non rientra nell’ordinario (ed è anche il titolo di questo libro nella sua lingua originale).

Medici e ricercatori volevano capire quale fosse il segreto della buona salute dei rosetani: non si trattava dell’alimentazione, né dell’esercizio fisico, né di una questione genetica, né della particolare posizione geografica del luogo in cui vivevano. Dopo studi e ricerche approfondite, la verità che emerse fu tanto semplice quanto spiazzante: i rosetani vivevano bene (e morivano di vecchiaia) perché erano una piccola comunità molto compatta, che si aiutava, con nuclei familiari molto numerosi, che vivevano in armonia. La loro buona salute era il risultato del piccolo mondo che si erano costruiti, con una struttura sociale forte, che li faceva sentire sicuri e protetti.

Fu una scoperta rivoluzionaria, nessuno in campo medico era abituato a pensare alla salute in termini di comunità. Per la prima volta, il benessere delle persone non era più solo un fatto che riguardava i singoli individui e le loro scelte, ma dipendeva anche dall’ambiente in cui vivevano e dalle persone con cui quotidianamente interagivano. L’elemento fuori dal comune che rendeva il paese di Roseto “straordinario” era il senso di comunità che lo caratterizzava.

  

Le idee chiave di "Fuoriclasse"

01.
“Outliers” sono cose o persone che presentano un’anomalia rispetto all’ordinario; scoprire da dove derivano queste anomalie può aiutare a comprendere come si creano casi di successo
02.
Talento e duro lavoro non sono sufficienti per arrivare al successo: c’è sempre un terzo elemento inaspettato
03.
Trovarsi nel posto giusto e negli anni giusti può essere la chiave per il successo
04.
Per raggiungere l’eccellenza in un settore ci vogliono mediamente 10.000 ore di pratica
05.
Il quoziente intellettivo conta fino a un certo punto: superato un certo livello, non è più un fattore determinante
06.
L’intelligenza pratica è la capacità di saper interagire con gli altri nel modo più opportuno e di solito si impara in famiglia
07.
Far parte di una generazione nata in un periodo di calo demografico può voler dire maggiori opportunità per il futuro
08.
Possiamo comprendere le ragioni del successo (o dell’insuccesso) anche analizzando i retaggi culturali
09.
Perché gli asiatici sono così portati per la matematica? Un po’ è merito della lingua e un po’ della coltivazione del riso
10.
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11.
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