Da un lato c'è il pensiero strategico, quello che si occupa di capire cosa vogliamo ottenere e perché. Dall'altro c'è il pensiero esecutivo, che riguarda il come, e cioè i passi da compiere per arrivare all'obiettivo e gli strumenti da usare. Il problema è che passiamo la maggior parte del tempo concentrandoci sul secondo modo di pensare, dando quasi sempre per scontato il primo.
Pensa a quante decisioni prendi ogni anno senza mai fermarti a chiederti se stai andando nella direzione giusta. Lavori più ore per guadagnare di più, senza chiederti se più denaro ti renderà davvero più soddisfatto. Insegui una promozione perché sembra l’unica cosa da fare, non perché ti abbia mai convinto fino in fondo. Ottimizzi, esegui, migliori. Ma raramente ti siedi a valutare se l'obiettivo che ti sei posto valga realmente lo sforzo che stai facendo.
Fermarsi a ragionare sugli obiettivi serve a evitare di arrivare in fondo a un percorso lungo e faticoso, e scoprire poi che non era quello che volevi. Per farlo, bastano poche domande semplici, fatte con regolarità: perché voglio questo? Cosa cambierà nella mia vita se ci riuscirò? Vale la pena?