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Impara le idee chiave del libro di Gianna Chiesa Isnardi

I miti nordici

Uno sguardo attuale al mondo soprannaturale dei vichinghi

Le convinzioni religiose dei popoli del nord derivano da una visione di tipo naturalistico e questo aspetto rimarrà profondamente radicato in loro. Il pantheon in cui credevano i Vichinghi era tutt’altro che semplice. Si tratta infatti di un sistema disomogeneo, stratificato e in continuo movimento, in cui le diverse divinità non sono definibili in modo univoco. Inoltre i protagonisti sono numerosissimi. Nel libro I miti nordici, Gianna Chiesa Isnardi spiega con dovizia di particolari e citando diverse fonti tutto questo mondo reale e soprannaturale in cui i Vichinghi hanno deciso di abitare.

I miti nordici
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IDEA CHIAVE 1/11

I vichinghi erano dei ribelli che hanno imposto un nuovo ordine sociale fondato sull’affermazione personale

L’etimologia del termine vichingo è ancora incerta. L’ipotesi più accreditata è che derivi dal termine nordico vík – “baia”, a cui viene aggiunto il suffisso -ingr che identifica i nomi di popolo. Il termine vichingo, quindi, potrebbe voler dire “predone che approda nelle baie” oppure “predone che va di baia in baia”. Con il termine vichingo si identificano sia una serie di popoli diversi – Svedesi, Danesi e Norvegesi – sia un determinato periodo storico dell’antica Scandinavia. Originariamente il termine aveva un’accezione più limitata e veniva usato solamente per indicare i ribelli, ovvero quegli uomini che, sottraendosi al destino della comunità in cui erano nati, cercavano di essere padroni della propria esistenza. E lo facevano dedicandosi al commercio, alla guerra e più in generale all’avventura. Nella società dell’epoca la vita era ostica, faticosa e incerta. Si diventava maggiorenni a dodici anni e ogni giorno si lottava per sopravvivere in un territorio tutt’altro che prospero dove la natura era più matrigna che madre. Tanti, quindi, sono gli stimoli che una persona, dotata di spirito d’iniziativa e di volontà, trovava per cercare di migliorare la propria esistenza.

La struttura sociale dei Vichinghi si basava sulla divisione in gruppi guidati da un unico condottiero a cui tutti i membri giuravano fedeltà. Questa fedeltà era cementata dalla condivisione di un ideale di vita che poneva l’affermazione di sé come scopo dell’esistenza umana. Nel tempo questi ribelli sono riusciti a emergere in una società contadina ancora intimamente legata a tradizioni antiche, fino a imporre una nuova concezione della vita. Per questo motivo il termine vichingo è stato poi usato per indicare il complesso della società nordica di questo periodo storico e non più solo i ribelli.

La società vichinga era di tipo patriarcale ma, rispetto a quello che accadeva in altre comunità, la donna poteva raggiungere posizioni di prestigio. Le vedove, però, tendevano a risposarsi quanto prima – molto spesso scegliendo come nuovo marito il fratello del defunto. Il sostegno di un uomo, infatti, era quasi sempre necessario per garantire alla donna una vita dignitosa. I Vichinghi erano soliti vivere in fattorie isolate, non in villaggi, ma con l’aumento – e il successo – delle spedizioni commerciali e di conquista, si nota un cambiamento nei modelli abitativi. Si formano così agglomerati simili a cittadine che avevano la duplice funzione di mercati e di fortezza, rigorosamente con uno sbocco sul mare. Tra queste, per esempio, ci sono Hedeby, in Danimarca, o Birka, in Svezia. Anche Novgorod e Kiev sono sorte nei punti nevralgici delle direttrici percorse dai Vareghi, i vichinghi svedesi, nelle loro esplorazioni verso est.

  

Le idee chiave di "I miti nordici "

01.
I vichinghi erano dei ribelli che hanno imposto un nuovo ordine sociale fondato sull’affermazione personale
02.
Il mondo conosciuto dai Vichinghi si estendeva dalle coste atlantiche del continente americano alle pianure dell’Asia Centrale
03.
Il pantheon nordico è formato da un grande numero di divinità con origine, importanza e funzioni diverse
04.
Religione e magia differiscono per l’atteggiamento che si deve avere nei confronti della divinità
05.
La mitologia contribuisce a spiegare qual era la visione della vita e del mondo propria delle popolazioni del nord Europa
06.
Odino, Thor, Loki e Freyja sono alcuni degli dèi principali nell’immenso e stratificato pantheon nordico
07.
Tra le divinità minori ci sono le norne, le valchirie, gli elfi, e poi gli esseri deformi
08.
I colori e i numeri rappresentano le diverse qualità dell’essere
09.
Gli animali sono forze in grado di mediare tra il mondo umano e quello soprannaturale
10.
Citazioni
11.
Da Ricordare
 
 
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