Barack Obama nasce nel 1961 alle Hawaii da Ann Dunham, una studentessa bianca del Kansas, e Barack Obama Senior, un economista keniota che era andato negli Stati Uniti per studiare. Quando Barack ha solo due anni il padre torna in Kenya. La madre si risposa con Lolo Soetoro, un indonesiano, e a sei anni Barack si trasferisce a Jakarta. Qui cresce parlando inglese a casa e indonesiano per strada, mangiando riso con le mani seduto per terra, guardando i bufali nei campi di riso. A dieci anni lui e la madre tornano alle Hawaii dai nonni materni.
Le sue radici non stanno in un posto solo. Sono sparse tra tre continenti, tre famiglie, tre modi di guardare il mondo. Questa frammentazione geografica si traduce in una frammentazione identitaria. Chi sei quando hai vissuto in un villaggio indonesiano e in una scuola privata americana? Quando porti un nome africano ma non hai mai visto l'Africa? Quando la tua pelle è nera ma sei cresciuto in una famiglia bianca? Le domande arrivano presto e restano senza risposta per anni.
Da bambino Barack cerca appigli. Guarda le fotografie del padre e cerca somiglianze. Ascolta i racconti della madre su Nairobi e immagina una vita che non ha mai vissuto. Osserva i nonni che discutono di politica americana e cerca di capire dove potrebbe inserirsi lui in quel discorso. Ma ogni tentativo di costruire una narrazione lineare fallisce perché la sua storia non è lineare.