Essere genitori significa rinunciare a molte cose: al tempo libero, allo sviluppo professionale, perfino al riposo. Queste rinunce sono però compensate dal piacere di stare con i figli, a patto di riuscire a goderselo. Un trucco che funziona è rivolgere l’attenzione a un dettaglio positivo della situazione che stiamo vivendo, perché quando il punto di vista cambia il nostro cervello è capace di vedere le cose in modo completamente diverso. Per esempio, portare a letto un bambino addormentato significa che si sente completamente al sicuro tra le tue braccia.
I primi sei anni sono i più importanti nella vita di un bambino, in questo arco di tempo, rafforza la sicurezza in se stesso e il senso di serenità verso il mondo che lo circonda; sviluppa il linguaggio, consolida le strategie di apprendimento mettendo le basi che in futuro gli permetteranno di risolvere problemi e prendere decisioni. Sono anni nei quali è indispensabile che i genitori stiano vicini ai figli, aiutandoli a sviluppare le capacità cognitive e quelle emotive.
Il piacere è fondamentale nello sviluppo del bambino. Così come il cervello del cane comprende il mondo attraverso gli odori e quello delle api attraverso gli impulsi elettromagnetici, il cervello del bambino afferra il mondo attraverso le emozioni, è progettato per imparare in questo modo. Quando giochiamo con un bambino ne stimoliamo la risposta emotiva e il suo cervello entra in modalità apprendimento: si concentra sull’attività e rimane concentrato, osservando i gesti e le parole ed è capace di memorizzarli molto meglio rispetto a quando gli passiamo nozioni o gli impartiamo degli ordini. Quando gioca, il bambino - anche se è molto piccolo - è capace di interpretare ruoli diversi, mettersi nei panni degli altri e pensare al futuro.