Lawrence ha iniziato le sue imprese da record facendo una promessa alla figlia: “farò qualcosa che ti dimostri che tutto è possibile”. Un obiettivo, infatti, regge meglio quando è collegato a qualcosa che per noi conta davvero. Allenarsi, cambiare lavoro, rimettersi in forma, scrivere un libro diventano concreti quando rispondono a un “perché” forte, in grado di connettere il nostro obiettivo con i nostri valori.
Ma facciamo un passo indietro prima di continuare per conoscere meglio chi è James Lawrence. All’inizio, prima di essere conosciuto come Iron Cowboy era un ragazzo come tanti. Dopo aver lasciato una carriera da lottatore a causa di un infortunio, e una missione religiosa interrotta per sfinimento emotivo, si ritrova a 23 anni a lavorare in bar, vivendo ancora con i propri genitori e senza saper cosa fare della propria vita. Un giorno, però, gli capita di sentire parlare alla radio di una sfida assurda: restare su una ruota panoramica per dieci giorni di fila. Chi dura di più, vince. Lui si iscrive come riserva, poi si libera un posto, sale, e alla fine la spunta. Ed è proprio così che capisce qualcosa di importante su di sé: ha una resistenza maggiore di quanto credesse, soprattutto quando ha un motivo solido per farlo.
Un altro momento chiave arriva quando la sua futura moglie Sunny lo sfida a correre una gara amatoriale di quattro miglia il giorno del Ringraziamento. È una corsa che sembra semplice, ma già dopo un paio di miglia gli manca il fiato e le gambe diventano di pietra, mentre viene superato praticamente da chiunque. Sunny allora alza la posta in gioco e lo iscrive alla Maratona di Salt Lake City. James si prepara con poca convinzione e durante la gara accusa diversi problemi fisici. Però, alla fine, caparbiamente ce la fa e taglia il traguardo, portandosi a casa una lezione molto più grande del risultato: quando corpo e testa chiedono di fermarsi, spesso stanno solo aprendo una trattativa.
Il vero punto di svolta per Lawrence arriva quando capisce che quando il perché è forte, il come diventa sostenibile. E per essere forte, il perché deve essere legato a qualcosa di più grande di sé. Nel progetto dei 50 triathlon in 50 giorni, per esempio, oltre alla promessa alla figlia, c’era anche l’obiettivo di sostenere una raccolta fondi contro l’obesità infantile.