Molte donne cresciute accanto a una madre che non sa amare, da adulte continuano a portarsi dentro la sensazione di essere “sbagliate”, senza capire fino in fondo da dove arrivi. A volte la ferita nasce da una madre che non ti guarda quando parli, che non ti abbraccia mai, o che risponde solo con sarcasmo. Altre volte, invece, deriva da una presenza invadente fatta di critiche continue, di richieste impossibili, di controllo e di sbalzi d’umore che ti costringono a camminare in punta di piedi per non scatenare una reazione.
È così che, da adulte, alcune donne si accontentano di briciole di attenzione, convinte che l’affetto non sia altro che un premio da guadagnarsi. Oppure cercano costantemente approvazione. Bastano un commento critico o un tono di voce distaccato per farle sentire di nuovo piccole e in colpa.
La buona notizia è che questo schema si può interrompere. La guarigione, infatti, inizia quando smetti di minimizzare quello che è successo e decidi di affrontarlo. Per iniziare, ogni volta che ti accorgi di giustificare un comportamento che ti ha ferito, fermati e chiediti se ti comporteresti così con un’amica. Probabilmente non lo faresti. Prova allora a trattarti con la stessa empatia che hai per gli altri. Si tratta di un piccolo atto d’amore verso di te, un mattoncino per ricostruire la fiducia.