Nell'immaginario comune la figura del drammaturgo inglese William Shakespeare è indissolubilmente legata alla città di Londra: è qui che la sua storia si è intrecciata con la nascita del teatro e che le sue opere hanno fatto da ponte tra le reminiscenze tardo medievali e la nuova epoca moderna. Tuttavia, a uno sguardo più attento, si svela un'altra realtà: Shakespeare, nato nella cittadina di Stratford-upon-Avon, anche nei momenti più luminosi della sua vita londinese ha sempre mantenuto uno stretto legame con il suo luogo natale. Se è vera la teoria secondo la quale il luogo in cui nasciamo è parte inscindibile della nostra intera personalità e come tale è un dettaglio importante di ciò che plasma la nostra intera vita, anche per William Shakespeare fu così: Stratford-upon-Avon è elemento fondamentale sia della storia e dal carattere del drammaturgo, sia della meraviglia delle opere uscite dalla sua penna. Analizzando la materia stessa del suo intero lavoro è possibile notare ambientazioni e personaggi senza dubbio alcuno provenienti dal paese di nascita, un esempio su tutti i fiori che nelle opere di Shakespeare sono copiosi e appaiono esattamente con gli stessi nomi con cui erano conosciuti a Stratford. Il linguaggio stesso usato nelle opere è strettamente legato al paese, e per questo ancora più vivo; a tal punto che le varie versioni modernizzate delle opere shakespeariane finiscono per appiattire l'idioma vivace e colorato che invece le caratterizza nella versione originale.
Dato poi che anche le vicissitudini familiari e personali non possono essere scisse dallo sviluppo del carattere e della carriera futura, è importante anche il background dell'autore. William Shakespeare nacque il 23 aprile del 1564 dall'unione di John Shakespeare e Mary Arden, una coppia rispettabile e con una buona posizione nel paese di Stratford-upon-Avon. Unico neo, che influenzerà le sorti della famiglia sino alla morte del padre, John Shakespeare era probabilmente di religione cattolica in un periodo nel quale la religione accettata era quella protestante: il Cattolicesimo era bandito e chiunque fosse scoperto a professarlo veniva multato e potevano essergli addirittura confiscate le terre. Questo divieto e altre restrizioni che affliggeranno Shakespeare per quasi tutta la sua vita erano legate al regno della Regina Elisabetta I, salita al trono nel 1588: il periodo elisabettiano, infatti, da un lato è ricordato come un momento nel quale si sviluppa una nuova cultura vivace che segna la fine del periodo medievale; dall'altro tuttavia si tratta di un'era dalle regole strettissime, nella quale il controllo della monarchia sul paese era molto stretto, e caratterizzato da violenza, aspettative di vita brevi e continue pestilenze.
Nonostante il sospetto di Cattolicesimo, la famiglia Shakespeare fu in grado di fiorire e di diventare prominente a Stratford-upon-Avon: John Shakespeare per decenni fu una figura di spicco e molto amata nella vita del paese, sia in veste di mercante e guantaio, sia di politico. Shakespeare, quindi, proveniva da una famiglia benestante e a quanto sembra anche unita e in armonia: questo fu probabilmente ciò che lo salvò da una morte prematura in un momento storico nel quale i decessi in giovanissima età erano una terribile costante. La prominenza della famiglia Shakespeare è provata anche dal fatto che il giovane William venne mandato a scuola e imparò quindi a leggere e scrivere tra le altre cose, mentre sembra provato il fatto che John Shakespeare fosse in grado di leggere ma non di scrivere.
Ad appena diciotto anni William Shakespeare sposò Anne Hathaway, di otto anni più grande, colei che rimase sua moglie sino alla morte e che gli diede tre figli: Susanna, Hamnet e Judith.