Impara le idee chiave del libro di Dan Heath , Chip Heath

Switch

Comprendere i meccanismi mentali del cambiamento

Gestire il cambiamento è sicuramente uno dei compiti più difficili da svolgere, si tratti di agire su noi stessi o su altre persone. Switch: How to change things when change is hard si propone non soltanto come una guida ricca di esempi da seguire e di suggerimenti facili da applicare, ma anche come un saggio capace di spiegare i meccanismi mentali che ostacolano o - al contrario - rendono possibile la modifica delle abitudini e la riuscita del cambiamento.

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IDEA CHIAVE 1/11

Comportamento, azioni, reazioni: la natura dell’essere umano è frutto di due componenti, spesso in conflitto tra loro, la mente istintuale e il sistema riflessivo

Abbiamo un solo cervello, ma la nostra non è una sola mente: il cervello ha due sistemi indipendenti tra di loro, uno connesso alla nostra parte emotiva, istintiva, che prova dolore e piacere, l’altro legato al lato razionale, il sistema riflessivo o cosciente, che rappresenta la parte di noi che analizza, prende decisioni e progetta il futuro.

Nel suo The Happiness Hypothesis, lo psicologo dell’Università della Virginia Jonathan Haidt dice che il nostro lato emotivo è un Elefante e il nostro lato razionale è il suo Cavaliere. In groppa all'Elefante, il Cavaliere tiene le redini e sembra avere il controllo, ma si tratta di un controllo precario, perché il Cavaliere è minuscolo rispetto all'Elefante. Ogni volta che l'Elefante e il Cavaliere non sono d'accordo sulla direzione, il Cavaliere verrà sopraffatto.

Quando si tratta di incentivare il cambiamento, dobbiamo quindi lavorare per sostenere il Cavaliere, che come pensatore e pianificatore può tracciare il percorso per un futuro migliore a patto di riuscire a gestire l’Elefante. Il Cavaliere, infatti, ha una terribile debolezza, la tendenza a contemplare e analizzare. In più, la sua disamina è quasi sempre diretta ai problemi piuttosto che alle cose positive.

  

Le idee chiave di "Switch"

01.
Comportamento, azioni, reazioni: la natura dell’essere umano è frutto di due componenti, spesso in conflitto tra loro, la mente istintuale e il sistema riflessivo
02.
La focalizzazione sul negativo è un limite: è necessario prestare attenzione a quello che funziona, per potenziare i successi, invece spesso si tiene il focus sul problema quando servirebbe il focus sulla soluzione
03.
C'è una chiara asimmetria tra la dimensione del problema e quella della soluzione: a ben guardare, un grande problema può essere risolto facendo leva anche sui dettagli, se ben individuati
04.
La paralisi decisionale: troppe opzioni, anche buone, possono bloccare la nostra capacità di scelta e farci restare immobili nella posizione di partenza, preferendo lo status quo al cambiamento
05.
Per stimolare il movimento in una nuova direzione, è necessario fornire una guida cristallina del percorso e del traguardo, vale a dire descrizione di azioni semplici e immagine vivida del risultato atteso
06.
Gli esperti di change management John Kotter e Dan Cohen hanno osservato che, in quasi tutti i tentativi di trasformazione aziendale che hanno avuto successo, la sequenza del cambiamento non è stata analizza-pensa-cambia, ma vedi-senti-cambia
07.
Il cliché che suggerisce di “alzare l'asticella” è completamente sbagliato se dobbiamo motivare una persona riluttante, che davanti al cambiamento deve sentirsi sicura di poterlo affrontare
08.
Quando le persone fanno delle scelte, tendono a fare affidamento su uno dei due modelli di base del processo decisionale: il modello delle conseguenze oppure il modello dell'identità
09.
Creare l'aspettativa del fallimento, non nei confronti del risultato finale, ma di una o alcune tappe del percorso è il modo più efficace per mantenere intatta la motivazione quando si affronta un progetto di cambiamento
10.
Citazioni
11.
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