Jamie vive una situazione in cui molti di noi si possono riconoscere. Ha una solida carriera e ottiene dei buoni risultati ma ogni volta che si trova davanti a certe richieste sente crescere dentro un disagio costante. Questo accade quando quello che gli viene chiesto entra in conflitto con ciò che sente giusto.
Un caso specifico riguarda Jessica, una collaboratrice che aveva confidato a Jamie i suoi piani di frequentare un MBA. Jamie aveva scelto di sostenerla, anche a costo di perderla. Per Matt, il capo di Jamie, la scelta di Jessica è invece un errore. Questo contrasto fa emergere una distanza tra valori dichiarati e comportamenti richiesti. Ed è quel tipo di distanza che logora nel tempo più di qualsiasi giornata difficile.
Il nostro corpo registra questo tipo di conflitti ancora prima che la mente riesca a elaborarlo e ce lo comunica con quelle sensazioni inequivocabili come un peso allo stomaco, una stanchezza costante che non sparisce, una difficoltà a giustificare quello che si sta facendo. È lo stesso segnale che si attiva quando si accetta un lavoro perché "è un'opportunità", ma già dalla prima settimana si capisce che qualcosa non va, e così ci si ritrova a rallentare, a evitare decisioni e a controllare l'orologio con frequenza.
Riconoscere questo disallineamento è il primo passo per cambiare le cose. Il problema infatti è che questi segnali spesso vengono ignorati perché ascoltarli ha un costo. Cambiare direzione significa mettere in discussione scelte già fatte, rinunciare a una stabilità costruita nel tempo, affrontare l'incertezza. Rimandare, invece, sembra sempre la via più sicura. È per questo che molte persone restano in situazioni disallineate molto più a lungo del necessario.