Molti studiosi e pensatori credono che il timore di morire sia presente nelle persone che hanno avuto un’infanzia complicata. I bambini che vengono abbandonati, che si sentono trascurati soprattutto dalla figura materna, saranno adulti terrorizzati dall’idea di morire. È evidente che questi vissuti possono accrescere l’ansia della morte quando si è più grandi; ma è altrettanto evidente che tutti noi, ma proprio tutti abbiamo paura di morire. L’infanzia c’entra fino a un certo punto. Anzi, c’è chi pensa che non c’entri proprio per niente; chi più, chi meno, siamo tutti spaventati dal pensiero del dopo, dall’incertezza di non sapere cosa ci succederà. Ed è assolutamente normale. Tra i vari studiosi che hanno affrontato questo tema c’è Gregory Zilboorg, uno psicanalista e psichiatra ucraino molto apprezzato e importante. Egli sosteneva che la paura della morte è una reazione biologica naturale, strettamente collegata all'istinto di autoconservazione. Detta in maniera semplice, lo studioso credeva che noi umani siamo programmati biologicamente per temere la morte perché questo timore ci spinge a proteggerci dai pericoli. Tutto molto darwiniano, in effetti. Quindi il fatto che questo timore ci sia, in qualche modo, ci preserva dall’eventualità di fare una brutta fine. Ma sempre lo stesso Zilboorg crede anche che questo pensiero non deve prendere il controllo della nostra mente, sennò qualcosa dentro di noi si inceppa. Fare quello che facciamo in un giorno normale sarebbe impossibile se avessimo quel tarlo perennemente nella nostra testa. E quindi, per andare avanti con la nostra vita, reprimiamo questo terrore e andiamo avanti. L’autore, Becker, usa spesso questa parola, terrore, per definire il nostro sentimento verso la morte. Ma la consapevolezza di conservare dentro di noi questa paura non ci penalizza, anzi; per l’essere umano questo terrore, appunto, può diventare una fonte di forza e di motivazione. Invece di avvitarci su noi stessi, possiamo acquisire uno slancio vitale, invece di rattrappirci, possiamo espanderci. Insomma, la paura che ci accompagna può essere una spinta verso una vita più intensa, stimolante e gioiosa.