Immagina di indossare un paio di occhiali con lenti colorate. Se le lenti sono blu, vedrai un mondo blu. Se sono rosse, vedrai un mondo rosso. Il mondo là fuori, però, non è cambiato. A cambiare sono solo le lenti attraverso cui lo guardi. La stessa cosa accade nella nostra mente che interpreta la realtà attraverso lenti invisibili, chiamate mappe mentali. Queste mappe, fatte di esperienze passate, educazione ricevuta, successi e fallimenti, orientano quello che percepiamo, influenzano le reazioni e definiscono i limiti di ciò che riteniamo possibile.
Molte di queste mappe mentali si sono formate quando eravamo piccoli e avevamo meno strumenti per interpretare il mondo. Eppure, continuiamo a usarli anche da adulti, come se fossero ancora adatti alla situazione presente. Riconoscere che una convinzione negativa come “non valgo abbastanza” può derivare da un episodio isolato permette di darle il giusto peso e di aggiornarla. Infatti, grazie alla plasticità del nostro cervello, possiamo aggiornare le nostre mappe mentali.
Per iniziare a farlo, il primo passo è l'osservazione. Devi diventare un investigatore dei tuoi stessi pensieri. Fai caso al tuo dialogo interiore quando sei sotto pressione. Usi parole assolute come sempre o mai, oppure impossibile? Queste parole sono frutto di una mappa mentale rigida. Appena ti accorgi di un pensiero di questo tipo, fermati. Fai un respiro. E fatti una domanda semplice: "È davvero così? O è solo un modo di vedere le cose?". Creare questo piccolo spazio di dubbio è fondamentale. In quel momento di pausa, interrompi l'automatismo e permetti a una nuova prospettiva di entrare.
Anche il corpo invia informazioni preziose. Una tensione alle spalle, un nodo allo stomaco o un senso di blocco possono essere la traduzione fisica di un pensiero limitante. Ascoltare queste sensazioni serve per accorgersi di quando una vecchia convinzione sta cercando di riprendere il controllo. In quell’istante possiamo scegliere di reagire in modo diverso, spostando l’attenzione su ciò che vogliamo ottenere invece che su quello che temiamo.