Pensa alla tua giornata tipo. Ti svegli in una stanza riscaldata, fai una doccia calda, sali in un'auto climatizzata, arrivi in un ufficio dove la temperatura resta uguale da mattina a sera. Ogni variazione ambientale è stata eliminata, ogni disagio fisico ridotto al minimo. È il risultato di secoli di miglioramenti concreti, e… certo, nessuno di noi vorrebbe mai rinunciarci. Il nostro corpo, però, funziona secondo una logica diversa. Si è formato in un ambiente fatto di sbalzi termici, sforzi improvvisi, fame, freddo, fatica. Quando quegli stimoli spariscono del tutto, qualcosa smette di calibrarsi e diventiamo preda di ansia, malattie autoimmuni, stanchezza cronica, e quel diffuso senso di malessere che nessuno riesce a spiegare bene.
L'origine di questa idea è personale. Nel 2011 Carney parte per la Polonia con l’obiettivo di smontare le pretese di Wim Hof, l'atleta olandese noto come "The Iceman" che sostiene di poter insegnare a controllare volontariamente temperatura corporea e sistema immunitario. Carney arriva convinto di trovarsi davanti a un ciarlatano ma dopo una settimana si ritrova a salire una montagna innevata in costume da bagno. Da scettico diventa il primo giornalista americano a scrivere seriamente di Hof.