L’Entrepreneurial Operating System creato da Gino Wickman parte proprio da qui, dal fatto che serve una visione aziendale solida e condivisa, capace di rispondere alla domanda “dove stiamo andando”. Una visione di questo tipo è molto concreta. Per esempio, non basta dire che si vuole crescere, serve anche chiarire in che modo lo si vuole fare, verso quale mercato e con quale proposta distintiva. Senza scelte esplicite, infatti, le decisioni quotidiane diventano più lente e incerte perché ogni volta si devono riaprire le stesse discussioni. Quando invece la direzione è definita, le persone riescono a interpretare il lavoro e il loro contributo nell’azienda, senza chiedere continue conferme.
L’Entrepreneurial Operating System suggerisce di rendere chiari i valori aziendali, il motivo per cui l’azienda esiste, il cliente ideale e la promessa che l’azienda vuole mantenere. Questo permette di ridurre le ambiguità operative e limita le deviazioni. Se tutti hanno la stessa definizione del “chi” e del “come”, molti errori possono essere facilmente evitati.
Il passaggio che rende la visione operativa è la traduzione in obiettivi nel breve periodo. Wickman suggerisce di lavorare su un arco di tempo di 90 giorni perché rende misurabile l’avanzamento e costringe a scegliere. Un altro elemento importante è la revisione regolare. La direzione di base resta quella, ma obiettivi e priorità vanno adattati quando cambiano condizioni e opportunità. Questo evita di restare bloccati su piani che non riflettono più la realtà e mantiene il team orientato su quello che conta nel presente.
Infine, bisogna ricordare che la visione deve essere ispiratrice. Non basta dire cosa fare, bisogna farlo con passione. Ogni membro del team deve sentirsi parte di un progetto più grande, qualcosa che dia un senso profondo al lavoro quotidiano.