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Impara le idee chiave del libro di Viktor E. Frankl

Uno psicologo nei Lager

La condizione psicologica del prigioniero e la logopedia

Uno psicologo nei Lager nasce come racconto biografico. Frankl, sopravvissuto ai campi di concentramento, ricostruisce la condizione psicologica del prigioniero. Privato di tutto, il prigioniero assiste a una lenta ma progressiva spersonalizzazione. Subisce l’orrore assoluto tanto esterno tanto interiore. La vita nel Lager, diventa una vera lotta per la sopravvivenza. Eppure secondo Frankl, già psichiatra prima di essere internato, anche nelle condizioni più dure l’uomo può salvarsi, ritrovando in sé quello scopo della vita che riunisce passato a futuro. La luce si nasconde anche nel buio, ritrovare quella luce e proiettarla sul futuro permette una via di salvezza. Ogni vita ha un significato che deve essere scoperto. Se la Logoterapia aiuta a individuare il seme del senso, spetta poi all’uomo coltivarne il senso e vivere secondo lo scopo.

Uno psicologo nei Lager
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Tanti suggerimenti utili per:

  • Capire i risvolti psicologici della prigionia nei campi di sterminio nazisti.
  • Leggere la testimonianza di un uomo, peraltro medico con occhio clinico, che ha vissuto l’orrore dell’esperienza del Lager.
  • Conoscere le fondamenta della Logoterapia, un tipo di trattamento psichiatrico che vede l’uomo al centro dell’analisi.

L’autore del libro:

Viktor E. Frankl (1905-1997) è uno psichiatra austriaco sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti. Di famiglia ebrea, fu internato tra il 1942 e il 1945 in 4 diversi campi tra cui Auschwitz. Da quella esperienza nacque Uno psicologo nei Lager, un bestseller internazionale tradotto in oltre 20 lingue. Uomo ottimista e credente, è il fondatore della Logoterapia, o psicologia esistenzialista. Secondo questa pratica l’uomo è chiamato a individuare lo scopo della vita, anche nella sofferenza. Insegnante di neurologia e psichiatria in varie università statunitensi, ha tenuto conferenze in tutto il mondo. Gli sono state riconosciute 27 lauree honoris causa.

IDEA CHIAVE 1/10

Un numero tatuato su un braccio, il 119.104, la terribile esperienza in un Lager nazista e la scoperta della propria missione

L’esperienza del Lager rimane una piaga vergognosa del secolo scorso. Nessun uomo o donna che fosse giovane, vecchio o bambino, al momento di salire su quei treni diretti nei campi di sterminio, poteva immaginare l’orrore che avrebbero visto e vissuto. Ciò che colpisce, sempre come fosse la prima volta, è l’architettura perfetta e funzionante di un preciso piano di distruzione e annientamento. Destinati a essere solo numeri di una lista, con il numero tatuato su un braccio come bestie da tenere sotto controllo, i prigionieri hanno vissuto forse l’esperienza più tragica che un uomo possa sopportare. Un’esperienza senza senso, piena di sofferenza. Viktor Frankl, allora già psicologo stimato da Freud, fu deportato nel 1942 insieme alla sua famiglia. All’arrivo gli fu tatuato sul braccio il numero 119.104. Contrariamente ai tanti compagni che non ce la fecero, Frankl riuscì a salvarsi sfruttando le tante conoscenze dell’animo umano. Riuscì in gran segreto a dispensare consigli, a fare in pratica lo psicologo all’interno del Lager. Nell’ultimo periodo gli fu permesso di lavorare da internato come medico. Quella terribile esperienza umana spinta oltre il limite divenne comunque il suo campo di indagine. Per tutta la durata della prigionia Frankl continuò a scrivere appunti su pezzi di carta racimolati qua e là, a raccogliere dati e riflessioni. L’uomo deve trovare lo scopo della propria vita anche in situazioni assurde, per inglobare nella visione anche la sofferenza. Una volta liberato, Frankl continuò a esercitare la professione di psichiatra, cercò di sostenere i sopravvissuti con la Logoterapia, per aiutarli a vedere l’ancora bello in un mondo psichico devastato.

  

Le idee chiave di "Uno psicologo nei Lager"

01.
Un numero tatuato su un braccio, il 119.104, la terribile esperienza in un Lager nazista e la scoperta della propria missione
02.
Il viaggio verso Auschwitz come un lento avvicinamento all’orrore
03.
L’organizzazione dell’orrore e l’inevitabile tutti contro tutti
04.
Le emozioni dell’uomo nel Lager e i sintomi psicologici di quanti sono stati costretti a vivere in un campo di concentramento
05.
L’educazione del pensiero e la riscoperta dell’interiorità
06.
Theresienstadt, Auschwitz, Kaufering e Turckheim: lasciarsi andare alla via dritta del destino
07.
Tornare a essere uomini liberi è la grande sfida dei sopravvissuti
08.
Il principio della Logoterapia
09.
Citazioni
10.
Da Ricordare
 
 
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