Quando una figlia entra nell'adolescenza, molti genitori hanno la sensazione di trovarsi in un territorio sconosciuto. I comportamenti cambiano, le reazioni diventano imprevedibili, le conversazioni si accorciano. Ogni giorno sembra portare una sorpresa diversa, quasi sempre scomoda. La tentazione è pensare che sia tutto casuale, un periodo da attraversare stringendo i denti. Damour invece offre una lettura diversa. L'adolescenza ha una struttura. È fatta di sette transizioni distinte che ogni ragazza attraversa nel proprio cammino verso l'età adulta.
Le sette tappe sono il distacco dall'infanzia, l'ingresso in un nuovo gruppo di coetanee, la gestione delle emozioni, il confronto con l'autorità adulta, la pianificazione del futuro, l'ingresso nel mondo delle relazioni sentimentali e la cura di sé. Non tutte le ragazze le attraversano nello stesso ordine o alla stessa velocità. Alcune scivolano avanti e indietro tra una fase e l'altra, tornano su un passaggio che sembrava concluso, ne anticipano un altro. Ma la sequenza di fondo resta questa, e tende a dispiegarsi lungo gli anni della scuola media e superiore.
Per spiegare che tipo di relazione serve tra genitore e figlia in questi anni, Damour usa l’immagine di una piscina. Tua figlia è la nuotatrice, l'acqua è il mondo esterno, e tu sei la piscina, il bordo sicuro a cui lei torna per riprendere fiato dopo una vasca faticosa o dopo essere andata sott'acqua troppe volte. Il suo compito è nuotare, allontanarsi, esplorare. Il tuo è restare fermo e solido, così che ci sia sempre un punto sicuro a cui aggrapparsi.
C'è un dettaglio di questa immagine che spiega uno dei comportamenti più spiazzanti dell’adolescenza. Quando la ragazza torna al bordo, si lascia andare, si appoggia, magari ti racconta tutto e cerca coccole. Poi, appena ha ripreso fiato, si dà una spinta e riparte, spesso con uno strattone brusco, una battuta tagliente, una porta chiusa. Non è ingratitudine. È che restare aggrappata troppo a lungo la fa sentire di nuovo una bambina, ed è proprio quello che una ragazza che sta crescendo vuole evitare. Lo scatto con cui si allontana è la prova che il tuo lavoro di bordo sicuro sta funzionando.
Questo cambio di prospettiva permette di non interpretare questo comportamento come un attacco personale. In questo modo smetti di reagire d'istinto e riesci ad accompagnare tua figlia con più calma. Non si tratta di giustificare qualsiasi cosa, ma di capire cosa sta succedendo prima di intervenire.