Quando una disciplina si occupa solo di ciò che si rompe, finisce per misurare l'umano sui suoi guasti. È il limite che Maslow osserva nella psicologia della sua epoca, ancora segnata dalla psicoanalisi clinica e dal comportamentismo. Strumenti potenti per descrivere la patologia, ma molto meno utili per capire cosa rende una persona piena, creativa, vitale. Ci sono persone che vivono in modo diverso, persone che sono a proprio agio nella propria pelle, che scelgono senza aver bisogno dell'approvazione di nessuno, che guardano le cose per quello che sono invece di filtrarle attraverso la propria paura.
Da qui prende forma quella che Maslow chiama psicologia dell'essere: una psicologia che studia la persona sana, il suo pieno sviluppo, e la sua tendenza a diventare ciò che può essere. In questo quadro, la salute è qualcosa di più dell'assenza di disturbi. È la possibilità di sviluppare ciò che è già presente in potenza. Non si tratta di un generico ottimismo, ma uno spostamento dello sguardo: se la disciplina si occupa solo di riparare, lascia fuori la domanda più interessante, ovvero cosa fa fiorire un essere umano.
Maslow parte dall’osservazione che ogni persona porta dentro di sé qualcosa che è suo dal principio, in parte uguale a tutti gli altri esseri umani, in parte solo suo. Bisogni, emozioni, talenti naturali. Quelle che chiamiamo le inclinazioni di una persona. Questa parte interna non va costruita da zero, va riconosciuta. Quando viene repressa troppo a lungo perché gli altri la disapprovano, o perché farsi accettare diventa più importante che essere se stessi, la persona si adatta. Costruisce una versione di sé più presentabile e impara a nascondere quello che dà fastidio. E dopo un po' quella versione costruita inizia a sembrargli quella vera.
Per questo la crescita personale è importante. Quando un talento viene messo a tacere perché non rende, quando un bisogno reale viene zittito perché disturba, quando un bambino impara che essere se stesso costa l'amore dei genitori, qualcosa dentro smette di funzionare. Quel bambino può diventare un adulto irreprensibile, di cui tutti dicono bene, e nel frattempo perdere il contatto con quello che vuole davvero.