Impara le idee chiave del libro di Max Tegmark

Vita 3.0

Il domani dell'uomo e dell'intelligenza artificiale

Vita 3.0 si presenta come un lungo viaggio nel tempo. Dopo aver colto le sfide delle vite precedenti, l’uomo si trova a combattere la sua sfida più grande: convivere con macchine dotate di intelligenze superiori. Il viaggio è già in corso e nessuno sa con certezza come sarà il futuro. Tuttavia, ciò che l’uomo può e deve fare è rimanere umano di fronte alla grande incognita dell’evolversi della tecnologia. Se l’uomo agisce secondo etica e coltiva la profonda convinzione che l’avvento dell’intelligenza artificiale possa essere integrata con le attività di tutti i giorni portando benefici, allora il mondo sarà un posto migliore.

Perché il suo impegno abbia un impatto significativo è importante promuovere la ricerca e mantenere acceso il dibattito sugli aspetti positivi dell’intelligenza artificiale.

Vita 3.0
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Tanti suggerimenti utili per:

  • Chi desidera approfondire il concetto di intelligenza artificiale nel suo sviluppo e potenzialità.
  • Capire cosa si intende per intelligenza artificiale oggi e le sfide per il futuro.
  • Riflettere sul ruolo benefico dell’intelligenza artificiale per il futuro.
  • Partecipare al dibattito sui rischi e le opportunità dell’uso di intelligenze artificiali.

L’autore del libro:

Max Tegmark, svedese di nascita, americano di adozione, è professore di fisica del Massachusetts Institute of Technology. Fondatore del Future of Life Institute, un'organizzazione no profit che si occupa di migliorare il futuro attraverso la tecnologia, ha dedicato molti anni della sua vita accademica allo studio dell’intelligenza artificiale. Ha promosso convegni, pubblicato ricerche e scritto libri. Nel 2017, durante un incontro internazionale, ha elaborato con altri studiosi un documento in 23 punti: i principi di Asilomar per l’intelligenza artificiale. Si tratta di un documento importante, in quanto illustra le linee guida per lo sviluppo di un’intelligenza artificiale benefica.

IDEA CHIAVE 1/9

Il concetto di intelligenza artificiale rientra nello schema evoluzionistico del mondo

L’universo si trova in una condizione di evoluzione costante. Da 13,8 miliardi di anni l’universo continua a vivere e ad evolvere secondo regole che gli studiosi cercano di comprendere. La vita sulla terra è apparsa 4 miliardi di anni fa e da allora il processo non ha mai subito arresti.

Ciò che insegnano questi dati è il principio di evoluzione. Tutto evolve secondo un processo di crescita.

Sulla base di questa considerazione, Tegmark formula una distinzione importante e divide la vita in tre fasi: Vita 1.0 o evoluzione biologica, Vita 2.0 o evoluzione culturale e Vita 3.0 o evoluzione tecnologica. Assegna a ciascuna vita un hardware e un software, prendendo spunto dal mondo dei computer.

Nel primo caso, in Vita 1.0, la vita si adatta lentamente all’ambiente circostante e non è in grado di riprogettare se stessa.

In Vita 2.0 l’uomo partecipa, è la fase in cui può apprendere abilità complesse come imparare le lingue, uno sport, una professione. Si pensa quindi che in questa fase solo l’hardware sia soggetto all’evoluzione, perché l’uomo può riprogettare parte del suo software. La capacità di apprendimento, tipico dell’uomo, permette infatti la programmazione del nostro cervello.

Il concetto di intelligenza comincia a entrare in questa definizione. Vita 2.0 rispetto alla precedente Vita 1.0 è anche più flessibile. Mentre Vita 1.0 si adatta lentamente evolvendo nel tempo, Vita 2.0 si adatta subito grazie all’aggiornamento del software.

Essere nella Vita 2.0 è incoraggiante per l'uomo perché gli promette, con lo stesso principio di aggiornamento software, di accedere prima o poi alla terza fase, ossia Vita 3.0.

Non ci siamo ancora, ma si va in quella direzione. Vita 3.0 può riprogettare tanto il software quanto l’hardware, è quindi padrona del proprio destino e libera dai vincoli della sua evoluzione.

I confini tra i 3 stadi della vita sono sfumati, tuttavia è chiaro il percorso evolutivo che hanno compiuto. Pertanto Vita 1.0 rappresenta lo stadio biologico dove hardware e software evolvono, Vita 2.0 rappresenta lo stadio culturale dove evolve l’hardware, ma il software è progettato dall’uomo, infine Vita 3.0 rappresenta lo stadio tecnologico dove entrambi, hardware e software, sono progettati.

Il concetto di intelligenza artificiale fa il suo ingresso in questa ultima fase e si presenta come un’opportunità e rischio. Opportunità perché l’impiego dell’intelligenza artificiale ha già portato notevoli miglioramenti nella vita dell’uomo, si pensi alle macchine che svolgono compiti complessi ad esempio nelle sale operatorie. Ma l’intelligenza artificiale presenta anche dei rischi perché, se non la si contiene e l’uomo è deputato al suo controllo, questa può “evadere” e agire in autonomia.

  

Le idee chiave di "Vita 3.0"

01.
Il concetto di intelligenza artificiale rientra nello schema evoluzionistico del mondo
02.
Il dibattito è aperto e sono numerose le controversie sull’intelligenza artificiale
03.
L’intelligenza artificiale può essere un grande male o un grande bene per l’umanità
04.
Tra le grandi domande per il futuro c’è la questione etica del fine imposto dall’uomo
05.
Il domani dipende dall’oggi. Le più grandi sfide per il futuro si combattono nell'oggi
06.
Possibili scenari futuri di convivenza tra uomo e macchina
07.
Il contributo del Future of Life Institute per un'intelligenza artificiale umana
08.
Citazioni
09.
Da Ricordare
 
 
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