Possiamo definire personal brand come l’idea che le persone si fanno di te nel tempo. Il personal brand è quello che resta quando hai smesso di parlare o di postare online. Oltre ad attirare clienti, un buon personal brand ha anche la funzione di “career insurance”, una forma di assicurazione professionale che ti accompagna se cambi mercato, perdi un incarico o lanci un nuovo progetto.
Ogni interazione, ogni contenuto, ogni conversazione contribuisce a definire come vieni percepito dagli altri. Per questo la domanda non è se hai un personal brand – spoiler: ce l’hai a prescindere –, ma se lo stai curando o se lo stai subendo. Un primo passo per capirlo è chiederti cosa direbbero di te tre persone che ti conoscono solo superficialmente. Se le loro risposte sono vaghe, allora qualcosa va cambiato. Il brand, infatti, funziona quando le persone associano il tuo nome a una promessa precisa. E questo vale anche se non lavori in proprio. Un’identità professionale chiara è la base per ottenere più fiducia, più spazio e più opportunità.
Tutto parte dal capire che la reputazione si costruisce ogni giorno, con intenzione e coerenza. E più sarà allineata a quello che sei, più diventerà solida.