Ma come ci sono finiti, quegli atomi, dentro di noi? La Via Lattea contiene circa 300 miliardi di stelle. In questo spazio enorme, tra una stella e l'altra, vagano immense nubi di gas freddo composte soprattutto di idrogeno. Quando una zona di queste nubi diventa più densa delle altre, la gravità inizia ad attrarre la materia circostante. Il gas si accumula, si comprime, la temperatura sale, finché al centro si innesca la fusione nucleare: gli atomi di idrogeno si fondono in elio liberando enormi quantità di energia. È così che nasce una stella. Il Sole, per esempio, converte nel suo nucleo circa 4 milioni di tonnellate di materia in energia ogni secondo, e va avanti così da quasi 5 miliardi di anni.
Durante la sua vita una stella fonde elementi sempre più pesanti, dall'idrogeno all'elio, poi al carbonio, all'ossigeno, fino al ferro – nelle stelle più massicce. Quando una di queste stelle esaurisce il combustibile, il nucleo collassa su se stesso e la stella esplode in una supernova, disperdendo tutti quegli elementi nello spazio. Finiscono così nelle nubi di gas da cui si formeranno nuove stelle e nuovi pianeti. Proprio com’è successo con il nostro.
Ed ecco allora la risposta. L'ossigeno nell'acqua, il carbonio nelle cellule, l'azoto nelle proteine arrivano da generazioni stellari precedenti. Non siamo fatti di un materiale speciale, siamo fatti degli scarti delle stelle. Ed è un ciclo che continua.