Per un economista investire vuol dire spendere oggi per produrre qualcosa domani, come fa un'impresa che costruisce una fabbrica. Ma quando compri in Borsa un'azione di Apple o di Enel succede un'altra cosa. I tuoi soldi vanno a chi te l'ha venduta, mentre l'azienda, che ha raccolto i suoi capitali anni prima, non riceve niente. In pratica hai solo spostato i tuoi risparmi dal conto corrente a un titolo.
Conoscere questa differenza cambia le aspettative. Chi si sente investitore cerca il colpo brillante e si aspetta risultati all'altezza. Chi si vede come risparmiatore ha un obiettivo più concreto, cioè evitare che i soldi messi da parte perdano valore nel tempo. Da questo approccio nascono prudenza e costanza, ed è per questo che Roche preferisce parlare di portafogli di risparmio.
Questo cambio di prospettiva toglie anche un peso. Battere il mercato è difficilissimo, e Roche ricorda che in vent'anni circa il 95% degli investitori attivi fa peggio di un semplice indice. Chi insegue i rendimenti più alti, di solito, finisce solo per esporsi a rischi maggiori. La ricchezza si costruisce giorno dopo giorno con il proprio lavoro. Al portafoglio spetta un compito più tranquillo, cioè proteggere nel tempo il valore di quello che hai guadagnato.