Jacinda Ardern non ha mai fatto della voce alta il suo strumento principale. Quando nel 2017 ha preso il timone del governo neozelandese, in pochi credevano che una giovane donna incinta potesse reggere l'urto di una politica aggressiva. Eppure lo ha fatto, e senza imitare modelli autoritari.
Nei primi giorni della campagna elettorale Ardern ha risposto con calma a domande sessiste, ha ridimensionato gli attacchi con ironia e si è espressa con un linguaggio vicino alle persone. Alla base c’era la convinzione che si può ottenere rispetto senza minacciare, e autorevolezza senza alzare il tono della voce.
Ardern non ha negato la durezza del confronto politico, ma ha deciso di non alzare il livello dello scontro. Ha mantenuto la rotta con coerenza. Chi l'ascoltava percepiva qualcosa di diverso: non è mai apparsa come un leader che si impone, ma sempre come una guida che accompagna. E grazie a questo suo stile ha saputo creare uno spazio di fiducia duraturo.
In una società dove il leader forte è quello che urla più forte, Ardern ha mostrato che esiste un altro modello dove l'autorevolezza nasce dalla chiarezza, dalla coerenza e dalla fiducia che trasmetti. Le persone seguono chi sentono vicino, non chi le sovrasta. È una strada meno appariscente, ma più duratura.