Negli anni Novanta i medici americani dichiararono battaglia al dolore. Le intenzioni degli scienziati erano le migliori, ma i presupposti erano sbagliati: nessuno può essere del tutto libero dal dolore, perché non si tratta di una sensazione misurabile, quanto di un sentimento soggettivo.
Nel 1995, la compagnia farmaceutica Purdue Pharma rilasciò OxyContin, un potente antidolorifico, pubblicizzando questo oppioide come un farmaco innocuo, senza alcun rischio di dipendenza. Invece, gli oppioidi come l’ossicodone sono diventati una condanna a morte per innumerevoli persone.
Nonostante nel 2001 il dolore sia stato finalmente classificato come il "quinto parametro vitale" dalla Joint Commission, insieme alla temperatura corporea, alla pressione sanguigna, alla frequenza respiratoria e a quella cardiaca - che da molto tempo vengono usati per considerare le funzioni vitali degli individui - troppo spesso si fa ricorso agli antidolorifici; negli ultimi vent'anni l'aspettativa della vita media in America è diminuita parecchio proprio a causa di questa "epidemia dell'ossicodone".
Soltanto con la campagna elettorale per la Presidenza degli Stati Uniti nel 2016 i mass media hanno cominciato a far luce sulla questione Purdue Pharma, già condannata anni prima.