I miti nordici - un libro in 3 minuti

Con questo riassunto de "I miti nordici" prendiamo un assaggio del fantastico mondo dei Vichinghi e della mitologia norrena

Gianna Chiesa Isnardi è stata la massima esperta italiana di mitologia, cultura e lingua nordica; nel 1991 pubblica I Miti Nordici, il principale libro ancora oggi consultato sulla mitologia norrena. Docente di filologia germanica all’università di Genova, Gianna Chiesa Isnardi ha fondato la sezione di Lingue e culture nordiche nello stesso ateneo. I Miti Nordici è un immenso lavoro di ricerca sulla cultura nordica, partendo dalla lingua per arrivare agli avventurosi miti. Il suo successo è dovuto al fatto che questo libro è adatto a tutti; può essere letto sia da chi è incuriosito dai miti, sia da chi conosce già l’argomento e necessita di approfondimenti. Con questa breve recensione de I Miti Nordici vi porteremo a conoscere il magico mondo nordico.



Chi erano i vichinghi 

La parola vichingo ha un’origine ancora incerta, pare che significhi “predone/popolo delle baie”. Con il termine vichinghi successivamente si è andati a definire l’idea di un popolo ribelle che incentrava la propria vita sul concetto di individualità, volta all’affermazione di sé. Ecco perché gli antichi vichinghi erano soliti vivere in fattorie isolate, solo in seguito, infatti, si riunirono in villaggi che dovevano avere come unico requisito quello di essere sul mare. La società vichinga inoltre era di matrice patriarcale ma la donna godeva di grande autonomia e poteva ricoprire posizioni di prestigio. 


Il pantheon degli dei nordici e la magia

Seguendo l’origine indoeuropea comune a tutti i popoli, si può notare come le divinità nordiche abbiano forti similitudini con la religione germanica, questo però non limitava la loro struttura fluida e articolata. Le divinità nordiche infatti sono estremamente stratificate, non si possono definire in modo univoco. La religione si intreccia con il mondo naturale, le azioni degli dèi si identificano nella espressione della forza della natura; quando il dio Odino comunica agli umani, lo fa tramite la tempesta. Esistono due stirpi divine: gli Asi e i Vani, i primi hanno sconfitto i secondi e a loro appartiene la volta celeste. Per i vichinghi la natura è governata da forze misteriose, la vita degli uomini dipende dai fili intrecciati della trama che le norne (o parche) tessono. Ecco come magia e mitologia possiedono una comune origine ma un differente sguardo; con la magia l’uomo tenta di governare le forze naturali e portarle a suo favore. Gli dèi stessi usano la magia, infatti Odino è dio ma anche mago, utilizza le rune per predire gli eventi e guidarli. Le credenze magiche con l’avvento del cristianesimo sono state smantellate, quello che resta oggi sono simboli incisi nelle rocce.


La mitologia come modello di vita 

Il racconto dei miti nordici è spiegazione dei fenomeni naturali ed esempio di comportamento per gli uomini. Il mito traccia uno schema morale, uno stile di vita a cui attenersi, da rispettare e osservare profondamente. Ogni dio incarna nella sua storia un archetipo, vediamoli nel dettaglio in questa recensione.

Odino è il dio principale, si esprime nella tempesta e pratica la magia usando le rune, per acquisirne la conoscenza si è tolto un occhio; grazie a questo può governare il fato. Lui è responsabile dell’ordine cosmico, della vita quanto della morte: è colui che accoglie i guerrieri morti nel Valhalla, il paradiso nordico.

Thor è il dio del tuono e possiede un martello magico, lo stritolatore, con cui respinge i nemici e chiunque attenti all’equilibrio del mondo. Con l’arrivo dei cristiani il culto di Thor è stato fortemente osteggiato, egli non perdona, non c’è misericordia.

Loki è definito il dio ambiguo per eccellenza, è della stirpe degli Asi ma questo non lo rende loro alleato. Nei miti si narra che sarà lo stesso Loki a scatenare la battaglia finale tra le potenze della luce e quelle delle tenebre, quest’ultime guidate dallo stesso Loki.

La principale divinità femminile è Freyja, dea della fertilità e della passione. Porta al collo un prezioso ciondolo forgiato dai nani, simbolo della magia. Freyja infatti è colei che ha insegnato la magia agli Asi, dopo essere stata introdotta tra loro. 


Divinità minori, esseri deformi e animali 

Il patheon nordico è popolato da numerose divinità minori e da creature magiche, esseri la cui deformità donava caratteristiche singolari. Gli animali inoltre erano considerati speciali, ogni creatura era conoscitrice dei misteri del regno a cui apparteneva e la sua presenza aveva una valenza simbolica, portatrice di presagi. 

Tra le divinità minori troviamo le norne e le valchirie; le prime sono assimilabili alle parche di matrice greco-romana, siedono alle radici dell’albero cosmico e vivono nell’eternità tessendo i fili del destino degli uomini. La concezione nordica di destino si incentra sul collegamento invisibile presente tra gli uomini, il filo tirato da uno, influenza il fato dell’altro. Le valchirie sono anche loro collegate al destino, presiedono le battaglie e stanno accanto agli eroi nello scontro.

Elfi, nani e giganti sono esseri con deformità fisiche, questo però era semplicemente indicazione di una diversa origine. Gli elfi sono di stirpe divina, rappresentano gli spiriti legati ai sovrani. Giganti e nani appartengono all’origine del mondo, sono dotati di conoscenze ancestrali; ai giganti sono responsabili della creazione del caos e delle forze dell’oscurità, i nani sono nati dai vermi della carne del gigante primordiale Ymir, possiedono intelligenza ma temono la luce, abitano nel sottosuolo e sono depositari dei segreti del mondo dei morti e della terra.  



Ci auguriamo che questo riassunto de I miti nordici abbia stimolato la tua curiosità verso questi avventurosi racconti, ampliando la visione dei vichinghi come popolo depositario di magia e rispetto per la natura. Inoltre ti ricordiamo che l'analisi de I miti nordici di Gianna Chiesa Isnardi si trova nell’app di 4books, disponibile per essere ascolta o letta in meno di mezz’ora. 

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