Daniel Kahneman, il premio nobel dei pensieri lenti e veloci

La vita dello psicologo vincitore del premio nobel per l’economia grazie ai suoi studi sui processi mentali che sono alla base di una decisione

Daniel Kahneman è tra i fondatori della finanza comportamentale. Psicologo, ha studiato i processi decisionali in economia, svelando i meccanismi cognitivi alla base del pensiero quando si deve compiere una scelta in un contesto di incertezza. Secondo Kahneman, la mente esprime due tipologie di pensiero: il pensiero razionale e il pensiero intuitivo. Il primo lavora in maniera sequenziale, lenta e controllata; il secondo è più veloce e automatico, difficile da controllare. Conoscere come funziona la mente consente di comprendere in che modo questi processi cognitivi influenzano le nostre decisioni quotidianamente.

Riconoscendo di aver commesso degli errori nella selezione di alcuni candidati nelle Forze Armate Israeliane, dove prestava servizio, Daniel Kahneman parte dalla psicologia cognitiva e i processi mentali per studiare i processi che portano alla formazione del giudizio e poi alla presa di decisione vera e propria. In collaborazione con Amos Tversky, Kahneman comincia ad applicare queste teorie alla materia economica, arrivando a spiegare come il comportamento decisionale non derivi da processi razionali. I suoi studi sui processi decisionali applicati all’economia lo portano a vincere il Premio Nobel nel 2002, diventando il secondo psicologo nella storia a essere insignito del Premio Nobel per l’economia.

Nato a Tel Aviv nel 1934 da una famiglia ebraica, Daniel Kahneman trascorre la sua infanzia a Parigi. La famiglia si era trasferita dalla Lituania negli anni ‘20 ma il piccolo Daniel vede la luce nella città che all’epoca era ancora sotto il Mandato britannico della Palestina mentre sua madre era in visita ad alcuni parenti. Negli anni ‘40, il padre viene rinchiuso nel campo di concentramento di Drancy, insieme ad altri ebrei francesi. Viene rilasciato dopo sole sei settimane grazie all’intervento del suo datore di lavoro.

Durante gli anni della guerra, Daniel e la famiglia si spostano continuamente, in clandestinità, riuscendo comunque a sopravvivere. Nel 1948 si trasferiscono dal resto della famiglia in Palestina, poco prima della fondazione dello Stato di Israele. Nel 1954 Daniel Kahneman si laurea in Psicologia presso la Hebrew University di Gerusalemme e nel 1958 si trasferisce a Berkeley, negli Stati Uniti, dove consegue il dottorato di ricerca e dove viene nominato professore di Psicologia. Dal 1993 insegna Psicologia alla Princeton University.

Kahneman ha dichiarato che il suo interesse per la psicologia è nato dalla curiosità che ha avuto, fin da bambino, per le persone e le loro complessità. Già a undici anni, aveva scritto un saggio sulla fede, in un quaderno dal titolo “Quello che scrivo di quello che penso”. Durante l’adolescenza Daniel si interessa a quelle che sono le origini delle convinzioni delle persone e nel corso dei suoi studi universitari viene influenzato dallo studio di Kurt Lewin, che vede la motivazione come una forza che agisce sull’individuo dall’esterno

In seguito all’esperienza come psicologo e selezionatore per l’esercito israeliano, Kahneman scopre l’assenza di connessione tra le informazioni statistiche e l’esperienza dell’insight. Conia quindi il termine “illusione della validità”, scoprendo la sua prima illusione cognitiva, che sarà alla base dei successivi studi sul pensiero. Successivamente, Daniel si interessa alle statistiche di previsione e descrizione, influenzato anche dalla lettura di “Previsione clinica contro previsione statistica” di Paul Meehl.

Nel 1968, l’inizio della collaborazione con Amos Tversky, con cui inizia a pubblicare importanti studi sulla psicologia delle decisioni. Kahneman e Tversky dimostrano come i giudizi delle persone siano il risultato di particolari meccanismi cognitivi quali la rappresentatività, la disponibilità e l’ancoraggio. Nel 1979 pubblicano un importante studio sulla Teoria del prospetto, in cui il concetto di valore sostituisce quello di utilità.

Daniel Kahneman si interessa quindi all’economia, diventando uno dei fondatori della finanza comportamentale, la disciplina che applica la psicologia cognitiva alla comprensione delle decisioni economiche. Grazie ai suoi studi in questo campo, nel 2002 viene insignito, insieme a Vernon Smith, del Premio Nobel per l’economia. Tra i numerosi riconoscimenti, nel 2005, Kahneman ha ricevuto anche la Laurea specialistica honoris causa in Scienze dell’Economia dall’Università degli Studi Milano-Bicocca.

Puoi leggere su 4 books le idee chiave del bestseller “Pensieri lenti e veloci” il libro di Daniel Kahneman che esplora le due diverse tipologie della mente umana.


Pensieri lenti e veloci

“Pensieri lenti e veloci” è il libro con cui Daniel Kahneman spiega, con un linguaggio accessibile a tutti, il percorso mentale che fa giungere la mente a determinate conclusioni. Secondo Kahneman le euristiche o scorciatoie mentali consentono di creare una prima impressione veloce, intuitiva e senza sforzo. Tali scorciatoie possono però portare a errori di giudizio, chiamati bias cognitivi. I bias cognitivi sono dei preconcetti che alterano la percezione degli eventi e si formano con il Sistema 1 e il Sistema 2. Il primo opera in maniera veloce e automatica, il secondo si concentra su tutte quelle attività che richiedono maggiore impegno. Daniel Kahneman fornisce la soluzione per riconoscere e combattere i bias.


 

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