Il pensiero critico nella vita di tutti i giorni
Strumenti pratici per non farsi condizionare
10min
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Episodi di Allena il tuo pensiero critico
Nelle quattro lezioni precedenti hai acquisito gli strumenti di base. Sai come funzionano i due sistemi del cervello. Conosci i bias cognitivi più comuni. Sai riconoscere le fallacie logiche. E sai leggere i numeri con più attenzione. Oggi è arrivato il momento di portare tutto questo nella vita reale, perché il pensiero critico è uno strumento che si usa nelle grandi e piccole decisioni di ogni giorno.
Iniziamo dalle notizie. Ogni mattina siamo esposti a un flusso enorme di titoli, post, video e aggiornamenti…. tanto che diventa difficile decidere a cosa credere. Il primo segnale da riconoscere per non cascare in false informazioni sono i titoli costruiti per generare una reazione emotiva immediata. Ne avrai visti mille come, per esempio, “Questo alimento ti sta distruggendo dall'interno” oppure “La scoperta che ribalta tutto” o ancora “Il segreto che non vogliono che tu sappia”. Tutti questi titoli non puntano a informarti ma a farti reagire, e la reazione emotiva che producono attiva il Sistema 1, che è veloce, reattivo, e non particolarmente bravo a valutare le fonti.
Una notizia seria invece ha alcune caratteristiche riconoscibili. Cita le sue fonti in modo specifico, non generico. Senti la differenza: "Uno studio dell'università X pubblicato sulla rivista Y" è una cosa, "secondo alcune ricerche" è tutt'altra. Di solito poi ha un autore identificabile ed è riportata in diverse testate, anche indipendenti. Infine non promette risposte definitive su questioni che la comunità scientifica considera ancora aperte. Se un titolo ti dice che la scienza ha finalmente dimostrato qualcosa, ma in realtà è una questione su cui si dibatte da decenni, beh, molto probabilmente qualcosa non torna.
C’è poi la distinzione tra fatti e interpretazioni, che sembra ovvia ma nella pratica è facile confonderli. Un fatto è qualcosa di verificabile, come una dichiarazione pubblica, un dato misurato, un evento documentato. Un'interpretazione invece è il significato che qualcuno attribuisce a quel fatto, la causa che gli viene assegnata, la conseguenza che si prevede. Le fonti meno affidabili presentano le proprie interpretazioni come se fossero fatti oggettivi. Proprio per questo, imparare a distinguere tra fatto e interpretazione ti permette di leggere qualsiasi contenuto con maggiore cognizione di causa.
Passiamo alle decisioni importanti. Pensa per esempio a un cambio di lavoro, a un grosso acquisto, o a una scelta di vita. Ecco, questi sono i momenti in cui il pensiero critico fa davvero la differenza. La prima indicazione per decidere bene è anche la più semplice: non decidere a caldo. Quando sei arrabbiato, entusiasta, spaventato o molto stanco, il Sistema 1 è in piena attività e il Sistema 2 fatica a farsi sentire. Per questo vale la pena aspettare.… quanto? Beh, non c'è una regola universale, dipende molto dal tipo di decisione. Però come minimo vale la pena dormirci sopra. E ricordati: la maggior parte delle situazioni che sembrano urgentissime sul momento, in realtà non lo sono.
C'è poi una tecnica semplice ma efficace, si chiama 10-10-10, e l'ha sviluppata la giornalista Suzy Welch. Funziona così. Prima di prendere una decisione importante, chiediti come la valuteresti tra 10 minuti, tra 10 mesi e tra 10 anni. Questa proiezione temporale ti aiuta a distinguere le emozioni del momento dalle conseguenze di lungo periodo. Una scelta che sembra urgente e ovvia adesso può apparire molto meno pressante nella prospettiva di un anno. E al contrario, una scelta che sembra difficile adesso può rivelarsi ovvia quando la guardi in prospettiva.
Un altro strumento molto usato soprattutto all’interno delle organizzazioni si chiama pre-mortem. A renderlo popolare è stato lo psicologo Gary Klein. E applicarlo è semplice. Prima di procedere con una decisione rischiosa, immagina di essere nel futuro e che le cose non siano andate come speravi. Poi, chiediti cosa è andato storto, cosa non avevi considerato. Questo esercizio forza il cervello a identificare i rischi reali, invece di lasciarsi trasportare dall'ottimismo naturale che tende a dominare le fasi di pianificazione. E nelle aziende che lo usano regolarmente, il pre-mortem ha dimostrato di migliorare sensibilmente la qualità delle decisioni strategiche.
Infine c’è l’esercizio conosciuto come “il consiglio all’amico”. Quando sei troppo coinvolto in una situazione per vederla con chiarezza, chiediti cosa risponderesti a un amico che ti raccontasse la stessa cosa. Spesso siamo molto più lucidi con i problemi degli altri che con i nostri. Lo psicologo Ethan Kross chiama questo effetto "distanziamento prospettico", e funziona perché il semplice fatto di guardare la situazione come se riguardasse qualcun altro riduce l'interferenza emotiva e migliora la qualità del ragionamento.
Adesso vale la pena spendere qualche parola anche su come valutare gli esperti perché non tutte le competenze sono uguali, e l’autorità percepita non sempre corrisponde all’autorità reale. Quando ascolti qualcuno presentato come esperto, chiediti sempre se ha competenze specifiche nel settore di cui sta parlando, oppure se ha costruito la sua reputazione in un ambito diverso. Facciamo due esempi. Un famoso cardiologo che parla di dieta non è automaticamente un esperto di nutrizione. Un premio Nobel in economia che fa previsioni sulla situazione in Medio Oriente non è automaticamente un esperto di geopolitica. Poi chiediti se quella persona potrebbe avere interessi economici, politici, o personali che influenzano quello che dice. Infine, osserva come parla: usa certezze assolute su questioni che nella comunità scientifica sono ancora dibattute? Beh questa è una red flag, un campanello d’allarme perché i veri esperti, di solito, sono i più cauti nel pronunciarsi, proprio perché conoscono la complessità del loro campo.
Passiamo ora agli acquisti e alle offerte commerciali. Qui il pensiero critico ha un impatto economico diretto e molto concreto. Quando valuti un prodotto, un servizio o un corso online, alcune espressioni ricorrono sistematicamente e meritano attenzione. Vediamole insieme. Per esempio “clinicamente testato” suona rassicurante, ma non ti dice nulla su chi ha condotto i test, con quale metodologia, e con quali risultati. Oppure "naturale" che non è sinonimo di sicuro o efficace. Molte sostanze naturali hanno effetti dannosi, e molte molecole sintetiche sono sicurissime. E che dire di "risultati garantiti"? Garantiti da chi, in quali condizioni, con quale possibilità di rimborso reale? Un discorso a parte lo meritano le testimonianze individuali. Queste sono storie, non dati statistici. Il fatto che qualcuno abbia ottenuto un ottimo risultato con un prodotto non ti dice nulla sulla probabilità che succeda anche a te. E soprattutto, non sai quante persone hanno provato la stessa cosa senza risultati, perché queste storie raramente appaiono nel materiale promozionale.
Bene, siamo arrivati alla fine di questa lezione. Ecco cosa ti porti a casa: sei domande da tenere a portata di mano nei momenti che contano. Le prime tre riguardano chi ti sta parlando. Chi è questa persona? Potrebbero esserci interessi economici, politici o personali dietro quello che dice? Quali prove concrete e verificabili porta a sostegno della sua tesi? Le altre tre invece riguardano te. Quali dei miei bias potrebbero influenzare la mia valutazione? Se aspettassi prima di decidere, la mia opinione cambierebbe? E cosa consiglierei a un amico che si trovasse nella mia stessa situazione? Lo so, sembrano tante ma non serve farsele tutte ogni volta. Anche una sola, fatta al momento giusto, può fare la differenza.
Prima di salutarci, però, devo essere onesta con te su un aspetto che riguarda il pensiero critico in generale. Conoscere questi strumenti non rende la vita più semplice nel breve periodo. Anzi, a volte la complica. Quando inizi a vedere le fallacie logiche nei discorsi, i bias nelle tue stesse decisioni, le semplificazioni nelle notizie che leggi, il mondo diventa un pochino più ambiguo e complesso. E sì, questo può creare disagio, soprattutto all’inizio ma nel lungo periodo ti permette di prendere decisioni più accurate e di avere risultati migliori in quasi ogni area della vita. In fondo, un po' di sano dubbio è quello che ci tiene vicino alla realtà. Nella prossima lezione ci spingeremo ancora più in là, parlando di fake news e fonti affidabili, e scoprirai anche un pratico metodo in quattro passi per verificare qualsiasi informazione prima di crederci e… di condividerla. Alla prossima!