Fidati… ma guarda anche come si muove
Capire il corpo come bussola relazionale
9min
Capire il corpo come bussola relazionale
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Episodi di Oltre le parole
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Dicono, ma sarà la verità? Ora lo scopriamo. Ti è mai capitato di sentire immediatamente sintonia con una persona che hai appena conosciuto? Da subito c'è chimica o il cosiddetto colpo di fulmine? Beh, molto spesso queste sensazioni arrivano direttamente, immediatamente, dal corpo. Ecco anche perché spesso non riusciamo a dargli un significato. Semplicemente in un qualche modo ce la sentiamo. E no, non è magia, è solo il nostro bellissimo emisfero destro. Nella lezione precedente abbiamo visto come nei momenti di tensione il nostro corpo provi a scaricare lo stress attraverso piccoli gesti ripetitivi. Oggi cambiamo prospettiva. Vedremo come il corpo crea connessioni, come si muove nelle relazioni amorose, lavorative, amicali e come la sincronia corporea influenzi fiducia, empatia e tutti i nostri legami. Perché il corpo non serve solo a esprimere chi siamo, ma anche a sintonizzarci con gli altri. Il corpo quindi è proprio espressione del nostro linguaggio relazionale. La psicologia sociale ha dimostrato che la comunicazione non verbale è il collante delle relazioni umane. Secondo Michael Argyle, pioniere nello studio del comportamento sociale, il 60-70% delle interazioni interpersonali è regolato dai segnali non verbali. In altre parole, ci relazioniamo prima con il corpo che con le parole. È un linguaggio antico che precede addirittura la ragione. Avrai notato, tra l'altro, che durante una conversazione piacevole tendi inconsapevolmente a imitare il suo linguaggio del corpo, il tono di voce, le espressioni facciali o perfino il ritmo respiratorio della persona davanti a te. Bene, questo viene comunemente chiamato mirroring o rispecchiamento. Se lui si incline in avanti, lo fai anche tu. Se lei sorride, sorridi anche tu e via dicendo. È il fenomeno della sincronia non verbale studiato da Tanya Chartrand e John Bargh, che lo chiamano chameleon effect, ovvero effetto camaleonte. Questo mimetismo sottile ha una funzione molto profonda in realtà. Crea subito empatia e connessione. È un potente strumento relazionale, quindi il cervello interpreta la somiglianza nei momenti del genere come segnale di affinità. È proprio il principio per cui chi si somiglia si piglia, ma in senso neurologico. Nelle relazioni amorose, tra l'altro, questa sincronia è immediatamente visibile. Due persone che si piacciono tendono a muoversi allo stesso ritmo, a respirare insieme, addirittura a toccarsi con tempi simili. Nelle relazioni di lavoro la sincronia aumenta la fiducia. Faccio l'esempio, nei team efficaci si mostra un alto grado di coordinazione corporea, anche solo nel modo in cui si scambiano gli sguardi. A questo punto, però, devo chiarirvi una cosa. Occhio perché il mirroring non è un'imitazione meccanica, cioè se diventa troppo evidente o forzato genera, ovviamente, fastidio o diffidenza, andando a creare totalmente l'effetto opposto. Quindi può risultare addirittura come una presa in giro. Funziona solo quando nasce da un'autentica presenza emotiva, quindi il corpo risponde perché sta davvero sentendo l'altro, non perché lo copia. Ora ci spostiamo sul linguaggio del corpo in amore.
Nell'ambito affettivo, il corpo parla un linguaggio complesso, ma meravigliosamente sincero. La ricerca di Elaine Hatfield e colleghi mostra che nelle coppie innamorate il battito cardiaco tende a sincronizzarsi durante le interazioni emotive. In pratica, i corpi si sintonizzano sullo stesso ritmo. Le neuroscienze moderne hanno tra l'altro dimostrato che i cervelli sono proprio in grado di connettersi sulle stesse frequenze e onde. Quando qualcuno ci piace, si attivano le aree cerebrali legate al piacere e alla motivazione, dopamina, ossitocina, adrenalina, e queste risposte si riflettono proprio nel nostro comportamento. Non esiste un manuale universale, ma alcuni segnali sono ricorrenti e ben documentati. Vi faccio una bella carrellata. Ad esempio, sguardo prolungato. Lo sguardo si fa più intenso e resta più a lungo del normale, ma non è fisso. Le pupille si dilatano, come segno fisiologico di attivazione interesse. Molti micro-sorrisi, sorrisi spontanei e asimmetrici, spesso accompagnati da un lieve abbassamento del capo, quindi un atteggiamento di apertura. Orientamento corporeo, nel senso che il corpo si rivolge verso la persona, i piedi puntano nella sua direzione. Mirroring, come abbiamo già detto, i gessi, i toni, ritmi respiratori si sincronizzano. Contatto visivo alternato, sguardi brevi, lenti, seguiti dal distoglierlo. Una danza di vulnerabilità e curiosità, potremmo chiamarla. E poi tocchi accidentali e casuali, sfioramenti lievi, spesso pretestuosi, che testano proprio la disponibilità fisica dell'altro. Nelle relazioni più stabili e affettive, il linguaggio del corpo cambia. Che vuol dire? Vuol dire che il contatto fisico, ad esempio, diventa più naturale e più frequente. La postura si rilassa, lo sguardo non cerca più conferme, ma semplicemente connessione, e i corpi si sincronizzano. È proprio una forma di regolazione reciproca. Il corpo dell'uno calma o attiva quello dell'altro. Bellissima questa cosa. L'amore, dal punto di vista corporeo, è proprio una danza, come dicevo, tra apertura e sicurezza. Il corpo comunica disponibilità, desiderio, ma anche fiducia. Per questo, quando ci sentiamo feriti, il corpo reagisce chiudendosi, irrigidendosi, o trattenendo addirittura il respiro. E quando ci riconciliamo, il corpo si rilassa, prima ancora di chiederci scusa a vicenda.
Ora spostiamoci nel mondo delle relazioni professionali. Postura, distanza e tono di voce determinano il modo in cui gli altri ci percepiscono, e percepiscono la nostra autorevolezza e affidabilità al lavoro. La psicologa sociale Amy Cuddy ha mostrato che le posture espansive, come spalle aperte, mento alto e busto in avanti, aumentano la percezione di competenza e sicurezza, non solo negli altri, ma anche in noi stessi. Dopo pochi minuti di postura aperta, si attivano aree cerebrali associate al senso di controllo e di calma. Ricordatevela sta cosa. In una riunione, mantenere un corpo stabile e uno sguardo coerente comunica sicurezza. In un colloquio, un sorriso autentico e, ad esempio, un tono calmo, favoriscono molto fiducia reciproca. E nei team, i gruppi che mostrano più movimento sincronico, tendono a collaborare meglio e a prendere decisioni più efficaci. Anche lo spazio comunica molto sul posto di lavoro. Troppo vicino uguale invadenza, troppo lontano uguale distacco. Quindi, saper leggere e rispettare la distanza prossemica, che cambia a seconda della cultura e del ruolo, è un segno di sensibilità relazionale. Il linguaggio del corpo al lavoro è il nostro biglietto da visita invisibile. Lo dico sempre. Ricordiamoci che quando siamo allineati con ciò che pensiamo e sentiamo, la comunicazione diventa magicamente chiara, efficace e credibile. Il corpo, in questo caso, è il primo strumento di leadership. Ci segue. La vera autorevolezza nasce da lì, non dal controllo, ma dalla coerenza. Su tutti i canali, ovviamente. Il corpo è una vera e propria bussola relazionale. In ogni relazione, il corpo può diventare qualcosa di prezioso. Faccio l’esempio. Se senti chiusura, puoi rallentare. Se senti apertura, puoi avvicinarti. Se senti tensione, puoi chiederti cosa stia succedendo prima di reagire.
Abbiamo visto come il corpo costruisce e regola i nostri legami, come si sincronizzano con ciò vicino, come reagisce allo stress relazionale, e come la presenza corporea può fare la differenza tra una relazione autentica e una superficiale. Abbiamo capito che il linguaggio del corpo non serve quindi solo a comunicare, ma anche a connettere, e che ogni relazione, in fondo, è un dialogo tra due sistemi nervosi che cercano sicurezza e sintonia. Ecco, un esercizio molto carino e soprattutto molto utile per la nostra autostima. Consiglio di farlo soprattutto prima di una sfida che reputi difficile o di una giornata particolarmente complessa. 5 minuti di power pose, ovvero, mi spiego meglio, prenditi 5 minuti del tuo tempo, in bagno, davanti allo specchio, mettendo un timer per stare in questa posa. In piedi, schiena dritta, sguardo e mento verso l'alto, gambe leggermente divaricate, con le punte dei piedi verso l'esterno, mani a forma di pugno, appoggiate ai fianchi, con le braccia con i gomiti piegati. Senti di supereroe anche solo per 5 minuti, provare per credere. Nella prossima lezione parleremo di una nuova sfida, la comunicazione digitale. Scopriremo cosa succede al linguaggio del corpo quando siamo dietro uno schermo, in videochiamata, chat o call, e come mantenere umanità e connessione, anche se a distanza. Io sono Olga Armento e questo è Oltre le parole.