Quando il corpo scarica lo stress senza chiederti il permesso
Come sviluppare strategie più consapevoli di autoregolazione
9min
Come sviluppare strategie più consapevoli di autoregolazione
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Episodi di Oltre le parole
Vi è mai capitato di accorgervi che mentre pensate intensamente a qualcosa vi state toccando i capelli e rotolando magari qualche ciocca tra le dita o vi state mordendo l'interno bocca? Oppure di rendervi conto solo dopo aver passato un'intera riunione a sfregarvi la pelle, a staccarvi le pellicine dalle dita? Beh, pensate che sia solo un vizio? Vi dico già subito che in realtà non lo è e tra poco vedremo il perché. Nella lezione precedente abbiamo parlato di microspessioni facciali e autenticità, di come il corpo esprima ciò che sentiamo anche quando cerchiamo di controllarlo. Oggi esploreremo insieme un tema che tocca molti di noi, moltissimi, spesso senza che ce ne rendiamo conto, i body focus repetitive behaviors, tradotto comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo. Vedremo cosa sono, perché compaiono, ma soprattutto quando diventano un segnale da non sottovalutare.
Cominciamo. Innanzitutto il termine indica una serie di comportamenti automatici e ripetitivi diretti verso il proprio corpo. In pratica sono azioni automatiche e difficili da controllare, che coinvolgono il danneggiamento o la manipolazione del proprio corpo. Come ad esempio, toccarsi o tirarsi i capelli o peli, inclusa la barba, nei casi gravi viene chiamata anche trigotillomania, mordersi le unghie o le labbra o l'interno delle guance, pizzicare la pelle e strofinarsi o sfregare ripetutamente alcune zone del corpo, nei casi gravi viene chiamata anche dermatillomania, poi onicofagia, comunemente conosciuta come mangiarsi le unghie, ancora togliere crosticine dalle ferite o graffi in fase di guarigione, e infine tricofagia, ovvero ingestione dei capelli appena strappati. Questi non sono semplici vizi o tic nervosi, sono in realtà strategie inconsapevoli mentali per scaricare l'attivazione interna.
Questi sono legati dalla regolazione dell'ansia e alla tensione. Questi gesti, sebbene possano avere un effetto calmante temporaneo, anche di piacere, perché educano l'attivazione fisiologica, con il tempo in realtà si rivelano inutili perché l'attenzione gira e rigira ma non si risolve. Il corpo in pratica cerca di autoregolarsi, anche se lo fa in modo poco funzionale. E mi direte, ok Olga, tutto bello, ma perché lo facciamo? Ecco, la funzione nascosta è non quella di comunicare, ma quella di scaricare. Mi spiego meglio, a differenza degli altri argomenti riguardo il linguaggio del corpo di cui abbiamo parlato finora, che servono a comunicare qualcosa agli altri, i body focus repetitive behavior servono unicamente a regolare se stessi, ovvero avvengono in risposta a tensione, noia, ansia o pensieri intrusivi, o possono essere utili anche come autorassicurazione. Pensate ad un momento di forte stress lavorativo, siete davanti al computer, concentrati su una scadenza e iniziate a mordicchiarvi il labbro fino a far uscire del sangue, o ad esempio vi tirate o arrotolate i peli della barba o i capelli. Non lo fate per comunicare nervosismo a qualcuno, ma perché il corpo in quel momento cerca una via di scarico. Oppure pensate in un contesto emotivo, state aspettando una risposta importante, magari un messaggio o un risultato, e vi accorgete di giocare continuamente con un anello o di toccarvi ripetutamente il viso o il collo. Pensiamo ancora a quando siamo sul divano a vedere la tv, ecco lì magari siamo anche emotivamente tranquilli, eppure potremmo accorgerci di fare qualcuno di questi gesti. Questo perché il corpo impara ad autoregolarsi così e con il tempo diventano meravigliose abitudini. Bisogna però fare attenzione ad una cosa, proprio per il fatto che sono gesti privati e spesso inconsapevoli, ma soprattutto ripetitivi, possono causare a lungo andare danni fisici visibili, vergogna come conseguenza e persino evitamento sociale. Ecco perché dobbiamo fare attenzione a quando diventano un segnale di disagio.
Tutti in qualche misura abbiamo comportamenti di questo tipo. Diventano problematici solo quando 1. sono frequenti e difficili da controllare 2. provocano un danno fisico o un disagio emotivo e 3. interferiscono con la nostra vita quotidiana in modo significativo. Ecco, in questi casi si parla di disturbi da comportamento ripetitivo focalizzato sul corpo, riconosciuti anche nella quinta edizione del manuale diagnostico e statistico di disturbi mentali, DSM-5, come condizioni correlate al disturbo ossessivo-compulsivo. Chiaramente non serve arrivare a un livello clinico per capire che il corpo ci sta mandando un segnale. Quando un gesto ripetitivo diventa insistente è un indicatore di sovraccarico, un campanello d'allarme corporeo che va ascoltato e assolutamente mai ignorato. Ricordiamoci sempre che possiamo chiedere sostegno quando vogliamo. Esistono percorsi di sostegno psicologico e psicoterapeutico apposta. L'autodiagnosi non funziona. Quando il cervello percepisce una tensione o un'ansia o altre emozioni simili, attiva il sistema nervoso simpatico. Quindi ecco il meccanismo corporeo, quello che c'è dietro. Il battito accelera, il respiro cambia, i muscoli si tendono. I body focus repetitive behavior funzionano proprio come un metodo per scaricare l'energia in eccesso. Quindi il gesto ripetitivo va a produrre una stimolazione tattile o propriocettiva che calma il sistema nervoso. Un po' come accade nei bambini che si succhiano il pollice per addormentarsi. È proprio una forma primitiva di autoregolazione. Nel breve termine funziona, lo ripetiamo, il gesto riduce la tensione. Nel lungo periodo però, se diventa un'abitudine, non risolve la causa dello stress ma anzi rischia di mantenerlo e alimentarlo creando un circolo vizioso. Tensione, gesto, sollievo e ritorno alla tensione. Molte persone provano vergogna per questi comportamenti. Non riesco a smettere, sembro strana, è più forte di me. Ecco qui il ruolo della consapevolezza è veramente molto importante perché il primo passo per trasformarli non è smettere con la forza bensì riconoscerli con curiosità e anche gentilezza. In terapia cognitivo-comportamentale si lavora spesso con un approccio chiamato Habit Reversal Training che parte proprio da lì in realtà. Osservare il gesto, identificare i momenti in cui compare e trovare strategie alternative per gestire la tensione. Ad esempio, se ti accorgi che ti tocchi il viso quando sei sotto pressione prova a respirare profondamente o a muovere le mani in un modo consapevole come stringere la pallina, intrecciare le dita, massaggiare i palmi. Se invece tendi a morderti il labbro o le unghie puoi sostituire questo gesto con qualcosa che mantenga la simulazione ma che comunque non vada a danneggiare come ad esempio strofinare le dita o appoggiare una mano sul petto. Chiarisco, non si tratta di reprimere e nemmeno di sostituire questi infatti sono solo degli esempi però di canalizzare e andare alla radice poi è chiaro che ognuno ha i suoi, quindi bisogna scoprirsi. Il nostro corpo, alla fine di tutto, è un po' uno strumento di autoregolazione è progettato per mantenere l'equilibrio è un processo chiamato omeostasi quando qualcosa rompe quell'equilibrio tipo stress, ansia, emozioni forti il corpo cerca di compensare a volte con strategie funzionali come respiro, movimento e stretching altre proprio con strategie automatiche come i body focus repetitive behavior. Secondo la teoria polivagale di Stephen Porges questi comportamenti sono tentativi del sistema nervoso di tornare a una condizione di sicurezza. Quindi in momenti di tensione il gesto ripetitivo ancora il corpo, lo riporta a una sensazione di controllo. Però per questo è utile non giudicare il comportamento ma ringraziare il corpo per il suo tentativo di protezione e poi offrirgli strumenti migliori. È proprio così che un gesto diventa un linguaggio di cura verso se stessi certo ma certo, serve passare dal gesto automatico al gesto consapevole. Quando osserviamo i nostri gesti automatici con curiosità e non con colpa iniziamo a ricostruire il dialogo tra mente e corpo. Abbiamo visto che i body focus behavior non sono solo tic o abitudini ma molto di più e che anche un gesto che può sembrare un banalissimo vizio nasconde altri significati ben più significativi. È fondamentale capire che il nostro corpo non ci rema contro ma sta provando a proteggerci. Chiaramente a modo suo ed è molto prezioso imparare a riconoscere i segnali dello stress prima che diventino disagio. Nella prossima lezione parleremo di un altro contesto in cui il corpo comunica moltissimo le relazioni, vedremo come il linguaggio corporeo cambia tra amore, lavoro e amicizia e come la sintonia fisica influenza empatia, fiducia e legami. Ma prima ecco un bel esercizio: durante i prossimi giorni osserva quando e come compaiono i tuoi gesti automatici. Puoi farlo così: appunta in che momento succede quindi dove sei, cosa stai facendo, ect. Nota quale parte del corpo è coinvolta. Chiediti cosa sto provando in questo momento. Prova a respirare profondamente e a sostituire il gesto con un movimento più consapevole, ad esempio allunga le braccia muovi le spalle inspira lentamente, trova un po' la tua dimensione. Io sono Olga Armento e questo è Oltre le parole.