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Come raggiungere gli obiettivi a breve e lungo termine

Strategie utili a non mollare la presa quando il lavoro si fa duro

Avere successo sul lavoro, riuscire a raggiungere gli obiettivi anche più ambiziosi e, magari, cancellare tutte le voci delle nostre to-do list sembra qualcosa di meraviglioso ma – purtroppo – altrettanto simile a un’utopia. Ma perché l’efficienza nelle nostre giornate lavorative è qualcosa che ci sembra irrealizzabile o, quantomeno, difficile? E ci sarà una differenza tra il portare a termine gli obiettivi quotidiani rispetto a quelli di mesi o anni o relativi a un’intera carriera? Affrontiamo insieme tutti questi dubbi e capiamo quali possono essere le migliori strategie da attuare nei diversi casi; un’anticipazione: attenzione a non diventare i migliori nemici di noi stessi.

Come raggiungere gli obiettivi a breve e lungo termine

Tanti suggerimenti utili per:

  • restare concentrati durante le lunghe giornate di lavoro
  • affrontare con la giusta mentalità progetti a lunga scadenza
  • sbarazzarsi della tendenza al perfezionismo

Le idee chiave di "Come raggiungere gli obiettivi a breve e lungo termine"

01.
Per mantenere la concentrazione hai bisogno di metodo: te ne suggeriamo tre
02.
I progetti a lungo termine sono una maratona: preparati per le lunghe traversate
03.
Come trascendere il perfezionismo: accettare le imperfezioni per raggiungere gli obiettivi
 

Per mantenere la concentrazione hai bisogno di metodo: te ne suggeriamo tre

Iniziamo con gli obiettivi a breve termine: arrivare alla fine di una giornata di lavoro oppure consegnare un progetto alla sua scadenza naturale non sono questioni più semplici di altre, ma ci riguardano tutti in maniera indistinta e – soprattutto – accadono ogni giorno e ogni volta che iniziamo un nuovo progetto.

Detto così risveglia un po’ quell’ansia che vi accompagna alle 4 del pomeriggio quando sbirciate l’orologio, vero? Perfetto, abbiamo riprodotto la condizione di stress che tocca tutti noi: provate a mettere in pratica i consigli che elenchiamo qui sotto, magari un metodo per volta per individuare ciò che più si adatta al vostro modo di procedere e alle incombenze che dovete sbrigare.


1. Applica la tecnica del pomodoro

Questa tecnica è perfetta per chi ha difficoltà a rimanere concentrato e si ritrova più spesso di quanto dovrebbe a fissare il muro dietro il pc o a leggere articoli improbabili su qualche blog: usare «il pomodoro» vi aiuterà a concentrarvi solo per un breve periodo per volta, in modo da dirigere le energie in piccoli momenti ben definiti, senza pensare alla giornata intera come flusso continuo.

Prendete il timer della tua cucina – essì, proprio da questo deriva il nome «tecnica del pomodoro» - e impostatelo su 25 minuti, sarà il tempo in cui dovete portare a termine l’attività che state svolgendo. Dopodiché prendetevi cinque minuti di pausa, anche se stavate per terminare quel compito o eravate super concentrati: il punto di questa tecnica è creare momenti di alta concentrazione alternati a momenti di relax. Dopo quattro «pomodori» fate una pausa più lunga, anche 20 minuti.


2. Comincia dalle attività più difficili

Se vi sembra un consiglio banale, pensate a quante volte avete mai cominciato la giornata con le attività più complesse, dispendiose di energia mentale e fisica e, probabilmente sgradite. Mai, eh? Ecco invece dovete fare proprio il contrario.

Iniziate dalle attività che sono difficili ma più significative per voi: intendo le attività su cui si fonda il vostro lavoro, non quelle urgenti, perché sono quelle che poi, se restano inevase, mandano tutto a catafascio. Quindi basta iniziare la giornata con mail, social network o lettura dei giornali: iniziate sempre con quanto più di impegnativo si presenta e otterrete due ottimi vantaggi:

  • Inizierete la giornata con un senso di successo, non di ansia per quell’attività importante ancora da evadere
  • Avrete tempo per gestire le criticità e le urgenze che inevitabilmente si presenteranno nella giornata
  • Avrete superato l’inerzia della mattinata senza nemmeno accorgertene


3. Vai con la to-do list

Ormai il mito dell’essere multitasking non convince più nessuno: per essere produttivi bisogna fare una cosa per volta e farla bene. Il diavolo sta nei dettagli, si dice: come organizziamo le cose da fare? Come stabiliamo priorità reciproche e tempistiche? Ecco, a tutte queste domande può rispondere una to-do list.

Si tratta semplicemente di mettere nero su bianco tutte le attività che dobbiamo svolgere; in questo modo

  • Il nostro cervello non sarà impegnato a ricordare quella certa cosa da fare o quell’appuntamento, perché la lista lo farà per noi
  • Non avrete più la sensazione di perdere di vista qualcosa, che sia un impegno importante o di rispondere a quella mail, perché la lista conterrà tutti gli impegni



I progetti a lungo termine sono una maratona: preparati per le lunghe traversate

Ed eccoci al vero scoglio, i progetti a lungo termine, i goals che determinano la nostra carriera e ciò che definiamo successo - poca carne al fuoco, insomma.

Prima cosa da sapere, quando si iniziano a definire gli step di un progetto se non proprio il risultato finale da ottenere, è che stabilire gli obiettivi non è così semplice come sembra: un buon obiettivo è specifico, misurabile, realistico e distribuibile nel tempo. Ma che significa?

  • Per specifico, si intende non un generico diventare migliore – che, in fondo, non vuol dire nulla – ma circostanziarlo: ecco che riflettendoci l’obiettivo si trasforma, assumendo contorni definiti dal cosa, come e perché si vuole raggiungere quel goal
  • Misurare l’obiettivo è fondamentale, altrimenti come sapremo di averlo raggiunto? Ad esempio, diventare ricco non può essere sufficiente, ma dovremo dire voglio accumulare X € entro i 45 anni
  • Volere è potere, ma non sempre: anche il vostro obiettivo deve essere calato nella realtà in cui vivete
  • Distribuirlo nel tempo è la chiava di un buon obiettivo: dovete poter spezzettare l’obiettivo a lungo termine in tanti a breve e medio termine. Basterà rispondere alla domanda: come posso realizzare quello che vorrei? Quali tappe devo pensare per il mio percorso.

Raggiungere un obiettivo a lungo termine è come correre una maratona, non puoi saltare certi tratti del percorso, ma devi procedere passo passo.

Come trascendere il perfezionismo: accettare le imperfezioni per raggiungere gli obiettivi

Una volta stabilito il nostro obiettivo con le caratteristiche che abbiamo detto, sembrerebbe che la nostra strada sia in discesa: che ci sia sole o tempesta, seguendo la scaletta che ci siamo dati riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo a lungo termine.

Purtroppo, proprio dopo un inizio che spesso si dimostra fruttuoso e pieno di eventi accattivanti, arriva il momento di stallo: su questo primo scoglio importante si sono inabissate tantissime idee imprenditoriali.

Secondo Jon Acuff, come ci racconta magistralmente in «Finish», il problema alla base di tanti insuccessi è il perfezionismo: proprio la voglia di raggiungere un obiettivo che si presenta come ideale ci porta ad abbandonare la nave non appena incontriamo una significativa deviazione dal percorso che ci siamo dati. Ma approfondiamo meglio.


Fattore E come entusiasmo: non fermarti al primo ostacolo

Per tantissimi di noi, la prima fase di un nuovo progetto, nonostante il grosso impegno che richiede, è quella che si affronta più volentieri e con migliori risultati. Quando si presenta lo scoglio di cui parlavamo, invece, la propria attitudine mentale fa una grande differenza.

Jon Acuff vede proprio nella mentalità uno dei fattori principali del successo di ognuno di noi: se siete perfezionisti non significa che automaticamente eccellerete in un campo, ma che anzi probabilmente fallirete perché non siete pronti ad accettare gli errori, a tollerare le imperfezioni.

Considerare gli errori come dei fallimenti non solo è dannoso, ma è controproducente perché questi ci permettono di imparare e migliorare, ridefinendo o aggiornando anche i nostri obiettivi finali, se necessario: chi l’ha detto che ciò che consideriamo successo sia un’idea immutabile?


“Il perfezionismo è subdolo: ci convince che più qualcosa è difficile, più ci rende miserabili, meglio è.”


In più, se non raggiungeremo mai l’obiettivo ultimo ma avremo trovato un nuovo obiettivo lungo il cammino, per un perfezionista questo rimarrà sempre un fallimento, di cui sarà comunque scontento.


Non facciamoci lo sgambetto da soli: i perfezionisti non finiscono mai la maratona

Un altro concetto molto interessante illustrato da Acuff è quello che vede il primo giorno di imperfezione come il giro di boa decisivo per comprendere quali progetti avranno successo o meno.


“Il giorno dopo la perfezione è ciò che separa chi inizia un progetto da chi lo finisce.”


Chi è capace di imparare dai propri errori senza venirne travolto è chi riesce a resistere meglio all’impulso perfezionista. Ci sono comunque due modi, secondo Acuff, con cui possiamo aiutarci ad essere meno perfezionisti:

  1. Dimezzare l’obiettivo e renderlo più realistico
  2. Raddoppiare il tempo necessario a raggiungerlo

Ridimensionare ciò che vogliamo ottenere, magari dopo aver analizzato i progressi compiuti o meno, potrebbe essere la via di salvezza per non abbandonare il progetto.

Ancora, comunque, dobbiamo stare attenti agli ostacoli che ci creiamo da soli, delle scuse socialmente accettabili per rinunciare a un progetto che ci sembra insormontabile. Saper riconoscere gli ostacoli che l’essere perfezionisti ci pone potrebbe essere un importante contributo al raggiungere gli obiettivi finali che ci siamo posti, scalando gradino per gradino il percorso che abbiamo scelto.

Un ultimo consiglio: concentratevi sui gradini che volta per volta dovete calcare, anziché fissare per tutto il tempo  la cima della montagna. Raggiungere piccoli obiettivi che costellano un percorso lungo è più facile e avviene più spesso nel tempo: questo vi aiuterà a mantenere l’entusiasmo per tutto il tempo necessario e ad assorbire con maggior grazia gli eventuali ostacoli che si dovessero presentare.


Finish 4books IT
Jon Acuff
 Finish
 La guida per portare a termine i propri obiettivi

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